Il presidio
Esposti e difformità, il Comune chiude la Rta Elba al Canado club
Castagneto Carducci, la Polizia municipale segnala la vendita di alcuni appartamenti a terzi Contestata la violazione del vincolo della gestione unitaria della residenza turistica alberghiera
CASTAGNETO CARDUCCI. Resta l’hotel. Chiude la residenza turistico alberghiera (Rta). Sul villaggio vacanze Canado club a Marina di Castagneto si abbatte il provvedimento del Comune di Castagneto Carducci di cessata attività. Motivo: l’uso distorto di parte di quei quaranta tra bi e trilocali fronte mare. Alcuni, stando agli accertamenti della Polizia municipale, nel tempo si sono trasformati in seconde case accantonando l’originaria destinazione turistica e aggirando il vincolo della gestione unitaria. Si chiama Elba l’immobile su tre piani al centro del provvedimento dell’ente. All’interno del perimetro del villaggio turistico Canado rappresenta un quinto della capacità ricettiva, 102 dei circa 500 posti letto totali.
Il complesso turistico della Canado Srl è stato realizzato dal recupero dei volumi del Cantiere navale Donoratico, aperto nel 1946 dal Conte Gaddo della Gherardesca e chiuso nel 1979. In località La Bassa, su un’area di 25 ettari, caratterizzata da pini ad alto fusto, vegetazione lussureggiante e posizione unica sulla spiaggia, al posto dei vecchi cantieri sono state realizzate nuove costruzioni che comprendono il corpo centrale denominato “La Vela”, oltre ad altri 8 fabbricati per un totale di 176 unità, suddivise in alloggi di varia grandezza, camere e suite. In tutto 25.500 metri cubi edificati in stile green utilizzando legno lamellare e pietre naturali.
A far scattare i controlli, non solo della Polizia municipale ma anche della Guardia di finanza, e questi ultimi sarebbero ancora in corso, degli esposti indirizzati all’amministrazione comunale e alle forze dell’ordine in cui si segnala la non corretta gestione della Rta. Tra questi ci sarebbe quelli di un proprietario di uno di quegli appartamenti della residenza turistico alberghiera in cui farebbe una sorta di autodenuncia evidenziando il venir meno della gestione unitaria del complesso.
Tra giugno ed agosto di quest’anno tra gli uffici del Comune di Castagneto Carducci e la Canado Srl c’è uno scambio di corrispondenza. Il 2 settembre la società, di cui è rappresentante legale Riccardo Mariotti, conferma la corretta gestione della residenza turistica alberghiera. Ma il 28 dello stesso mese il comando della Polizia municipale è di tutt’altro avviso e firma la segnalazione di presunta violazione urbanistico-edilizia e delle normativa sul turismo.
Gli agenti della municipale contestano la violazione dell’articolo 42 comma 4 della legge regionale sul turismo 42 del 2000 e del relativo regolamento di attuazione “in quanto venivano accertate difformità rispetto alle dichiarazioni di inizio attività (Dia) presentate dalla Canado Srl nel 2009 e in quella integrativa del 2010”. In particolare, “parte degli appartamenti costituenti l’intero immobile denominato Elba, facente parte della Rta, risultano venduti a terzi e alcuni di questi ultimi non sono più gestiti unitariamente dalla Canado Srl”. È l’estratto della segnalazione della municipale che viene citato nel decreto di cessata attività. Sulla scorta della quale il 12 ottobre è stato avviato il procedimento di verifica della presunte violazioni urbanistico-edilizie e della normativa del turismo.
Nei termini previsti dalla legge la società non ha depositato memorie. E si arriva così al 13 dicembre, quando il funzionario dell’Area governo del territorio Moreno Fusi firma il decreto di cessata attività di residenza turistico alberghiera (Rta), “limitatamente all’immobile denominato Elba”, si legge nell’atto.
Nel decreto viene considerato che “a seguito della vendita a privati delle unità abitative facenti parte della Rta, viene meno la gestione unitaria prevista dall’articolo 27 della legge regionale 42 del 2000”. Lo stesso articolo dispone che le Rta sono strutture ricettive a gestione unitaria. Perciò, il funzionario dell’ente richiama l’articolo 41 della stessa legge regionale sul turismo, al comma 3 prevede che “il Comune dispone la cessazione dell’attività qualora venga meno uno dei requisiti previsti dalla legge”.
Contro il decreto la società Canado Srl potrà fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana entro 60 giorni dalla notifica dell’atto oppure nel termine di 120 giorni al Capo dello Stato. La vicenda presenta ancora diversi punti interrogativi, a cominciare dall’interpretazione della normativa che non vieta la vendita ma impone la gestione unitaria a fini turistici degli appartamenti che compongono una residenza turistico alberghiera.
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