Il Tirreno

I pini di Martelli abbattuti dalle motoseghe

diAlessandra Bernardeschi
I pini di Martelli abbattuti dalle motoseghe

Si è iniziato davanti ai carabinieri e al tennis Nocchi: «Malati e instabili». Giù 44 alberi

3 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONCELLO. Contrordine: stamani i primi pini a cadere sotto l'azione delle motoseghe non sono stati quelli lungo la scalinata che dall'Aurelia porta al Tennis ma quelli adiacenti all'hotel Tirreno e alla Caserma di Carabinieri; ossia sul viale principale della pineta Marradi a Castiglioncello. Poi gli operai della ditta il Giglio incaricata dall'amministrazione comunale di abbattere almeno 44 pini, si sono spostati nella zona antistante il piccolo nucleo di negozi che si trovano all'imbocco del parco. "Il cambiamento - spiega l'assessore all'urbanistica Piero Nocchi - è dovuto a problemi esclusivamente tecnici.". Parallelamente, anche al Tennis, noto locale inserito all'interno della pineta Marradi, hanno iniziato da alcuni giorni ad abbattere essenze e pini (saranno sei in tutto al termine dei lavori) "così come previsto- spiega l'assessore all'urbanistica Margherita Pia - dal progetto di riqualificazione e risanamento del locale".

Progetto che ha avuto il benestare della Soprintendenza. Ieri mattina, il silenzio che in inverno si respira in quel parco di sei ettari e mezzo tra piazza della Vittoria e il mare, è stato interrotto dal rumore delle motoseghe. La pineta Marradi i cui pini, per il loro valore storico, ambientale e paesaggistico sono stati paragonati ai cipressi di Bolgheri, è nata grazie alla volontà di Diego Martelli, mecenate dei pittori macchiaioli, che nei primi del '900 piantò i primi alberi su quella spianata che termina con un salto sul mare.

Il progetto della pineta fu portato a compimento dal barone Patrone. Alcuni di questi pini, dunque, hanno oltre un secolo di vita ed è per questo che il professor Damiano Remorini dell'Università di Pisa, dopo aver analizzato assieme ad altri tecnici ogni pianta presente in pineta, ha consigliato all'amministrazione una rigenerazione della stessa area a verde affinché la risorsa non vada persa. Una rigenerazione che parte dai tagli (lo studio indica in oltre 300 le piante, tra pini e lecci che dovrebbero essere abbattute) per proseguire poi con le potature e le cure mediche .

Gli abbattimenti, come più volte spiegato dall'assessore Nocchi in questi mesi, si sono resi necessari per mettere in sicurezza la pineta dato che gli alberi che verranno abbattuti "sono malati e instabili". Dopo gli abbattimenti sarà lavorato il terreno, così assicurano gli amministratori, per ripiantare, almeno in parte, i pini. Almeno in parte perché, per crescere, le nuove piante avranno bisogno di luce, come spiegato dai tecnici dell'Università durante l'assemblea pubblica che si è svolta nel maggio scorso. Il tutto sotto l'occhio vigili dei cittadini e dei turisti di Castiglioncello. Perché gli amministratori ben sanno qual è il legame che c'è tra i cittadini e la pineta.

Oggi, pur nella consapevolezza che alcuni tagli sono necessari per mantenere in vita l'area a verde, i residenti ed i turisti sperano che i tempi delle piantumazioni siano veloci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web