Il presidio
Svaligiano la casa, colpo da 50.000 euro
Malviventi in azione nel pomeriggio a San Pietro in Palazzi, sradicano una finestra e con una mola divelgono la cassaforte
CECINA. A maggio i ladri avevano distrutto i vetri della sua auto per rubare, nella notte, due giacche lasciate sul sedile posteriore. Domenica 11 dicembre sono entrati in azione direttamente nella casa di Stefano Bacci. Il colpo è avvenuto in via Nino Bixio a San Pietro in Palazzi, pochi passi dal campo sportivo del rione a nord di Cecina. A scoprirlo il figlio 13enne di Bacci.
«Rientrato in casa dopo aver passato il pomeriggio con gli amici mi ha chiamato dicendo che c’erano stati i ladri. Appena sono arrivato, molto preoccupato perché mio figlio era solo in casa, ho trovato una bruttissima sorpresa – spiega il signor Bacci –. Siamo usciti tutti di casa intorno alle 16 e i ladri, credo più di uno visto il colpo che hanno portato a termine, hanno sfondato una finestra sul retro della casa, hanno tagliato in due l’avvolgibile che era stata bloccata e per entrare hanno letteralmente sradicato dai cardini l’infisso che è finito in mille pezzi nel salotto».
Qui San Pietro in Palazzi. Pomeriggio di domenica 11 dicembre, in via Nino Bixio. La famiglia si assenta da casa per circa tre ore. I malviventi, a colpo sicuro, con una mola hanno divelto la cassaforte. «C’erano trenta anni di storia, regali di me e mia moglie e buona parte di quelli dei miei tre figli – spiega Stefano Bacci –. Non so quantificare il valore, ma gli oggetti preziosi erano molti, quasi tutti d’oro. Forse arriviamo ai 50.000 euro».
La preoccupazione dell’uomo, che non ha potuto far altro che denunciare l’episodio ai carabinieri di Cecina, era quella di raggiungere il figlio, che nel frattempo era uscito in giardino accorgendosi delle confezioni dei gioielli abbandonati durante la fuga. Nessuno dei vicini ha dichiarato di aver visto o sentito nulla.
«Ho anche un cane in giardino, ma è un labrador che non abbaia praticamente mai – spiega ancora l’uomo derubato –. I carabinieri hanno fatto un sopralluogo per cercare delle impronte digitali sulla cassaforte, ma questi che sono professionisti hanno usato dei guanti. Sono assicurato contro questo tipo di reati, ma ciò che mi sarà rimborsato riuscirà, forse, a coprire solo un quinto del valore dei gioielli trafugati».
E conclude il signor Stefano Bacci: «I malviventi hanno preso anche i nostri passaporti, soldi, il libretto dei risparmi e perfino lo zaino di scuola di mio figlio più piccolo. Una violazione della nostra intimità che è sempre più allarmante. Da due giorni stiamo praticamente senza infissi, non ci sentiamo più sicuri neppure a casa nostra ovviamente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
