Il Tirreno

Crepe nel muro, palestra inagibile

di Manolo Morandini
Crepe nel muro, palestra inagibile

San Vincenzo: l’impianto chiuso in via prudenziale, stop anche alle attività nella sala della banda

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SAN VINCENZO. Transenne. Cartelli e nastro da cantiere. Il tutto per tenere lontano dal rischio crollo nella palestra Rodari di San Vincenzo. Off limits l’impianto sportivo, la sala prove della scuola di musica e della Filarmonica Verdi e la passerella coperta che da via della croce rossa porta all’ingresso delle elementari. A firmare il provvedimento che sbarra le porte è il sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini sulla scorta delle indicazioni del sopralluogo eseguito dall’ingegnere Pierluigi Roffi, su incarico del Comune di San Vincenzo. A preoccupare sono le crepe su un pilastro della palestra.

A mettere gli occhi sulla crepa è stato il gestore dell’impianto che ha allertato l’amministrazione. Sul posto il consigliere comunale delegato allo Sport Daniele Tovoli che ha seguito da vicino il sopralluogo dell’ingegnere. Risultato: lo stato del pilastro è tale che nessuno si prende la responsabilità di lasciare aperta la struttura. Anche perché un’analoga crepa si nota anche sulla faccia opposta dello stesso pilastro. Tutto si decide tra la mattina e il pomeriggio del 12 dicembre. Qui praticano sport i bambini dell’Istituto comprensivo e nel pomeriggio si alternano sul parquet numerose associazioni, dalla pallavolo al basket, ma anche calcio e rugby.

«Abbiamo deciso di adottare un criterio di prudenza scegliendo di chiudere l’impianto – dice Tovoli –. La responsabilità di esporre delle persone a un pericolo è troppo grande. Nei prossimi giorni saranno eseguiti test approfonditi e stabiliti gli interventi necessari per ripristinare le condizioni di sicurezza».

I tempi restano un’incognita. Dipendono dalle soluzioni che potranno essere utilizzate per rimediare al danno. Chi arriva a scuola la mattina del 13 dicembre si trova di fronte a una palestra imbrigliata. Con tutto il perimetro delimitato per segnalare il potenziale pericolo, fissando una distanza di circa tre metri dall’edificio. Transenne anche nel giardino della scuola sul lato che confina con la palestra. «Abbiamo già fatto una prima riunione con le associazioni e le società sportive», dice Tovoli.

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