La strada chiude, anzi no negozianti ancora divisi
Il caso di via Cavour, due ordinanze di opposto tenore nell’arco di cinque giorni Niente allargamento sperimentale della zona a traffico limitato per un mese
CECINA. Retromarcia su via Cavour. L’ipotesi di chiudere al traffico la via, con il conseguente allungamento della zona pedonale, divide i commercianti e provoca il dietrofront dell’amministrazione comunale, già pronta a sistemare i divieti di transito dal 7 dicembre all’8 gennaio. «Poi non so cosa sia successo. Tra noi commercianti avevamo realizzato una specie di sondaggio che aveva raccolto il parere positivo della maggior parte dei titolari su via Cavour, favorevoli ad una sperimentazione – racconta Susanna Demi, titolare di Ony – anche se non abbiamo esteso la domanda ai colleghi delle vie laterali. Poi, ad ogni modo, non si è fatto più nulla».
L’ordinanza di revoca della chiusura al traffico di via Cavour è del 7 dicembre, lo stesso giorno in cui avrebbe dovuto entrare in vigore il nuovo regime. Così si giustifica il passo indietro, da “un’attenta analisi delle esigenze manifestate dai titolari di attività presenti sulla via interessata dal divieto e delle vie limitrofe”, un passo indietro dell’amministrazione comunale alla luce del venir meno della maggioranza dei commercianti stessi, testimoniata dall’assessore al commercio Paolo Biasci che si è recato personalmente a sondare i pareri. «Ad ogni modo si trattava di un esperimento, che potrà essere riproposto – conclude Susanna Demi – a gennaio, in occasione dei saldi».
Una sperimentazione che trova «d’accordo anche me – spiega Cristina Lucaccini, commessa all’interno di Secreto – e i proprietari del negozio. Siamo convinti che se venisse chiusa ci sarebbe più passeggio e l’attenzione di chi passa a piedi è sempre maggiore rispetto a quella di chi passa in macchina». Un no categorico viene da parte del titolare della Yogurteria, Luca Griselli «perché a me il traffico fa comodo e anche alle attività che sono intorno a via Cavour, tipo la banca, la profumeria e la farmacia. Posso essere favorevole a chiusure temporanee, nel weekend, ma credo che la zona blu sia già abbastanza ampia». Idea condivisa dal titolare del Bar Cavour, Alberto Bellucci, «sono qui da 36 anni e sono convito che quando una strada viene chiusa, poi la gente non ci passa più e si sposta verso i centri commerciali dove riesce a trovare parcheggio». «I parcheggi qui, comunque, non si trovano quindi noi siamo assolutamente d’accordo anche perché per scegliere una scarpa per esempio – spiega Enrica Santini, titolare insieme con la sorella di Piccoli passi – ci vuole un po’ di tempo».
Oltre alle resistenze delle attività che ruotano nelle vie limitrofe a via Cavour e al nodo dei parcheggi, a dividere è anche l’arredo urbano, «del tutto assente su questa strada. È inutile chiuderla al traffico se poi resta vuota e priva di un decoro che la renda simile alla zona pedonale. È per questo che noi – incalza Simona Candela, socia del negozio Kaos – daremo il nostro parere positivo solo in caso di sistemazione dell’arredo urbano, con la sistemazione di giochi per bambini o attrazioni capaci di spingere le persone a venire qui». Giovanna Lovece, titolare di Creazioni Moda, è convinta che «chiudere così non ha senso. Se si chiude e nel frattempo apre il cantiere per sistemare la strada, allora sì. A quel punto pedonalizzare avrebbe senso. Inoltre, chiudere da un giorno all’altro non avrebbe dato modo alle persone di abituarsi all’idea».
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