Il Tirreno

L’ex centro della nautica una cattedrale nel deserto

di Elisa Pastore
L’ex centro della nautica una cattedrale nel deserto

Il Comune deve acquisire da tempo il 25% della proprietà dalla Provincia La trattativa non decolla e intanto la struttura mostra i segni del tempo

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VADA. Proseguono ormai da mesi le trattative tra l'amministrazione comunale di Rosignano e la Provincia di Livorno per l'acquisizione dell'ex centro nautico di Vada. Partite ormai in estate, sono ancora ad un nulla di fatto. E questo nonostante l'urgenza di valorizzare e potenziare una struttura che necessita di notevoli interventi di manutenzione. Utilizzata soltanto da varie associazioni locali, nonostante le sue imponenti dimensioni. Nell’edificio più piccolo, quello che si affaccia sulla via Aurelia, ci sono le sedi di Auser, Haccompagnami e Vela sentite, oltre che la saletta del centro civico. Nella parte dove c’era il bar ha sede anche l’associazione “Amici del bridge”, di cui è presidente Gianfranco Martino. Sempre la sala del bar è usata dagli agricoltori della piana vadese della Coldiretti, capitanata dal del presidente Simone Ferri Graziani, che il sabato fanno un piccolo mercato.

Il grande capannone situato all’interno è inutilizzato e richiede svariati lavori di recupero e miglioramento per essere riaperto e sfruttato appieno. Per esprimere, inoltre, le proprie potenzialità. Lavori per i quali mancano i fondi del Comune che ha così deciso di avviare una trattativa con la Provincia che ne è proprietaria per il 25% (mentre per il restante, ossia il 75%, la proprietà è della stessa amministrazione comunale).

Di fatto, l'obiettivo - così come aveva spiegato lo scorso settembre il sindaco Alessandro Franchi - una volta ottenuto il pieno possesso dell'immobile, è quello di effettuare poi un bando rivolto sia alle associazioni che ai privati. «Una procedura ad evidenza pubblica - aveva sottolineato il primo cittadino - attraverso la quale raccogliere idee e proposte su come andare ad investire ed utilizzare l'ex Centro nautico di Vada». Una gestione pensata per un lungo periodo per chiudere un altrettanto lungo lasso di tempo durante il quale la struttura sta vivendo in pratica come in un limbo. Lasciata per lo più a se stessa, nell'incertezza sul futuro, dopo aver ospitato per anni dapprima mostre dedicate alla piccola nautica, e successivamente iniziative promozionali, esposizioni e convegni per il rilancio turistico del territorio. Non solo, nel 2000 è stata oggetto di un investimento da parte del Comune di 91 milioni di lire per la messa a norma degli impianti con lo scopo di trasformarla in un luogo polifunzionale per spettacoli, piccola convegnistica e fiere. Un investimento al quale, negli anni successivi, sono seguiti lavori di manutenzione sia ordinaria che straordinaria a carico esclusivo del Comune. Motivo per il quale a settembre il primo cittadino affermava: «Dobbiamo capire, rispetto al valore dell'immobile e agli investimenti che abbiamo effettuato in passato, se sarà necessario pagare una differenza alla Provincia oppure no». Se la soluzione allora sembrava vicina, ad oggi la trattativa è ancora in corso.

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