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Via Ginori o via Susa due aree per spostare il terminal dei bus
Turismo e mobilità, le ipotesi al vaglio. Lippi: «Incontrerò Rfi» Presenze, più 22,6%. Fulceri: «Grazie alla rete di operatori»
CECINA. Parcheggi, aree di scambio, bus navette e bici elettriche. In attesa del piano della mobilità urbana, l'amministrazione comunale fa il punto sulla situazione incrociando i dati relativi all'ultima stagione turistica e al numero di visite registrate. Una vocazione turistica che non può prescindere da un piano della mobilità sostenibile, efficace ed efficiente, capace di offrire, allo stesso tempo, visibilità alle potenzialità offerte dal territorio. La volontà di delocalizzare il terminal bus di piazza della Libertà va proprio in questa direzione. Due le soluzioni alternative, entrambe ricadenti su terreni di proprietà di Ferrovie dello Stato: la prima riguarda l'area nei pressi dei campi da tennis del dopolavoro in via Susa, la seconda è in via Ginori, con proseguimento del sottopasso di collegamento con la stazione.
Il prossimo contatto tra il sindaco Lippi e l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Maurizio Gentile, è previsto per la prossima settimana: tempi lunghi fanno in modo che l'opzione di spostamento resti ancora una, seppur buona, intenzione nonostante l'apertura delle Ferrovie a cedere i terreni. Informatizzazione dei parcheggi per comunicare in tempo reale la disponibilità di posti liberi, bus navetta e servizio di bici con pedalata assistita sono, invece, le carte che l'amministrazione intende giocare a breve termine per far salire i numeri forniti dalla Itouchtour, la società che gestisce gli uffici turistici di via Montanara e piazza Sant'Andrea. Un più 22,6% che «fa piacere, sia per come la società sta gestendo i punti turistici che per gli sforzi fatti dall'amministrazione e, in particolare – sottolinea l'assessore al Commercio, Paolo Biasci – dagli imprenditori. È iniziato un percorso che non si è ancora concluso, come la riqualificazione del viale di Marina, che sarà pronto per il 2017». Numeri a cinque cifre, con circa 50mila presenze nel 2016, rispetto alle 40mila del 2015, un aumento percentuale che si distribuisce maggiormente nei mesi di giugno e settembre. «Credo che il risultato sia imputabile al fatto che abbiamo creato una rete tra i vari operatori del turismo – spiega Federico Fulceri, amministratore della Itouchtour – e tra le varie strutture, andando ad incrementare i servizi offerti».
Un turismo che parla prevalentemente italiano, un dato in linea con quello degli anni successivi: oltre il 50% dei turisti presenti sul territorio nella stagione estiva sono italiani, seguiti subito dopo dai tedeschi, che confermano una media annua del 20%. Aumenta la presenza di turisti inglesi e dell'est Europa, tra cui turisti provenienti dall'Ungheria, Polonia, Romania e Repubblica Ceca, mentre scende la presenza degli austriaci. «Il prossimo obiettivo sarà quello – conclude Fulceri – di mettere in rete ed a disposizione delle strutture ricettive tutti i servizi presenti ed offerti dal territorio. Stiamo, proprio per questo, realizzando un software con il quale le strutture possono accedere, ad esempio, ai servizi di biglietteria».
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