Un buco da 16 milioni invece delle case
Travolte decine di famiglie dal fallimento della maxi lottizzazione a Bibbona che fa capo alla società Rondinaia Verde
BIBBONA. Un buco da 16 milioni di euro. La maxi lottizzazione Rondinaia Verde che prometteva di cambiare il volto di Bibbona si è trasformata in questo. Un'incompiuta, a più di 10 anni dalla firma della convenzione tra l'omonima società a responsabilità limitata e il Comune di Bibbona. Risucchiando nel gorgo del fallimento più di un acquirente, la sentenza del Tribunale di Livorno è del 30 giugno. Ci sono una decina di famiglie che hanno già il rogito notarile e vivono lì, con la casa in mezzo a un cantiere. Una quindicina, invece, quelle che rischiano di perdere tutto. In alcuni casi i preliminari di vendita sono stati registrati, ma non trascritti. Hanno preso possesso dell’abitazione e ci vivono con i loro bambini nel pieno della tempesta. «In questi mattoni sono murati i nostri soldi».
Progettisti, costruttori, fornitori la lista dei creditori è lunga. In testa a tutti con un credito milionario c'è la Cassa di risparmio di Volterra che in questa operazione immobiliare ha creduto e scommesso dando fiducia alla Rondinaia Verde Srl, 20.000 euro di capitale sociale ripartito in parti uguali tra il bibbonese Elbano Toninelli, che ne era l'amministratore unico, e la Finanziaria Bolgherese Srl, con socio unico l'imprenditore milanese Roberto Brembilla. A mettere in fila i creditori ci sta provando il curatore Enrico Pecchia. Il commercialista piombinese, nominato dal Tribunale, è al lavoro per ricostruire lo stato passivo: «La situazione è molto complessa e richiederà tempi lunghi». Non dice di più ma tanto basta per avere conferma degli effetti a catena che rischia di scatenare quel cantiere congelato.
Il destino di chi in quella collina ha investito i risparmi di una vita e qualcosa di più è di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Potrebbero finire sulla strada. Eppure per la casa in cui vivono hanno già pagato. Ma pur di salvarla tra mille sacrifici sarebbero disposti anche a mettere sul piatto qualche altro soldo. Anche se la soluzione al flop deve passare da un nuovo investitore interessato ai terreni e ai volumi ancora da edificare.
Sei ettari di terreno per 24.000 metri cubi che avrebbero dovuto concretizzarsi in 120-150 unità abitative. Quelle completate sono 27. Villette in stile toscano, bifamiliari ma soprattutto quadrifamiliari per un totale di 20.000 metri cubi e una residenza turistico alberghiera da 4.000 metri cubi e 80 posti letto. Tra i presupposti per dare gambe all'operazione l'acquisto dei terreni della Rondinaia da 19 proprietari. Tra i creditori ci sono anche questi. Perfino i Democratici di sinistra che in cambio avrebbero dovuto avere uno degli edifici più ampi con affaccio sulla nuova piazza prevista all’ingresso di Bibbona. E il Comune, che nel frattempo ha richiesto l’escussione della polizza fidejussoria a garanzia delle opere convenzionate, come marciapiedi, una piazza e quattro appartamenti.
Strozzati da un meccanismo che li ha tenuti in ballo senza certezze. Quanto è stato costruito lo è stato fatto pagando gli stati di avanzamento. Ed è proprio nel timore di perdere i soldi già versati che tutti hanno scelto di resistere in questi anni. Fino a quando col flop l’orizzonte nelle loro vite si è fatto più buio. Chi non è riuscito a rogitare si ritrova nell'elenco dei creditori chirografari. Se mai recupererà qualcosa avverrà dopo che sono stati soddisfatti i privilegiati, tra cui la banca.
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