Il Tirreno

La gestione della mensa Vivenda Spa si difende

La gestione della mensa Vivenda Spa si difende

San Vincenzo, la società replica ai rilievi e ai dubbi avanzati sul suo operato «Quanto hanno evidenziato le autorità non lede la salute dei bambini»

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SAN VINCENZO. Un silenzio di mesi. È quello che ha deciso di rompere la direzione di Vivenda Spa in merito al caso del processo penale che la vede imputata per inadempienze contrattuali accertate alla mensa scolastica di San Vincenzo a gennaio 2015.

«Dagli accertamenti compiuti dall’autorità è stato rilevato che, pur essendo Dop, Igp e a filiera corta, alcune carni bovine, suine e avicole non erano biologiche – precisano dall’azienda –. Pertanto, come già affermato dal sindaco di San Vincenzo Massimo Bandini e dagli ispettori del Ministero, quanto evidenziato dalle autorità non lede, nella maniera più assoluta, la salute dei bambini. A conferma della qualità dei cibi serviti a mensa è intervenuta l’Università La Sapienza di Roma: chiamata dalla stessa Vivenda, con analisi e attività peritali ha verificato che le proprietà organolettiche e nutrizionali delle carni non erano per nulla inferiori a quelle biologiche». Una difesa a tutto tondo. «Alla contestazione della dubbia provenienza delle carni, ribadiamo che i fornitori sono tutti tracciati e si tratta di aziende del territorio certificate, a chilometro zero e filiera corta come anche rilevato da parte dei ispettori Icqrf in sede di ispezione. Inoltre, si precisa che la produzione dei pasti destinati ai piccoli utenti è sempre avvenuta nel pieno rispetto delle procedure aziendali inerenti al Piano di autocontrollo Haccp redatto in conformità della normativa vigente nazionale e comunitaria (Reg. CE 852/04)».

I vertici Vivenda sottolineano che «le autorità competenti hanno confermato il corretto svolgimento delle attività di produzione dei pasti, durante le routinarie verifiche ispettive presso le cucine di che trattasi (Usl Livorno Dipartimento di prevenzione). La piena conformità igienico sanitaria delle pietanze prodotte, al fine di accertarne la salubrità delle stesse a garanzia degli utenti, è avvenuta anche a mezzo di analisi microbiologiche di alimenti prelevati presso i centri di produzione pasti di via Castelluccio, realizzate presso un laboratorio di analisi accreditato “Accredia”».

Si evidenzia che «attualmente tutte le carni fornite provengono da produzione biologica in accordo con i Regolamenti (CE n. 834/07) e relativi regolamenti attuativi. Nei confronti del responsabile l’azienda ha deciso di prendere adeguati provvedimenti sanzionatori nel rispetto del proprio regolamento disciplinare e del codice etico della società». Ribattendo poi alle continue allusioni sull’impossibilità per Vivenda Spa di prender parte a gare pubbliche e private: «ricordiamo che nel procedimento “Mafia Capitale” l’impresa - e con essa gli amministratori - non ha subito alcuna contestazione penale da parte dell’autorità giudiziaria. Vivenda è stata lambita dal procedimento solo perché facente parte del Gruppo La Cascina. Ad ogni buon conto in data 26 luglio 2016 il Tribunale di Roma ha notificato ai dirigenti del Gruppo La Cascina, di cui Vivenda fa parte, la revoca della misura dell’amministrazione giudiziaria. Pertanto la stessa è un’impresa libera da ogni controllo statale e opera liberamente nel mercato». E conclude: «Bisogna altresì sottolineare come la proposta di Vivenda è stata giudicata la migliore offerta, con uno scarto più che rilevante rispetto alla seconda concorrente».

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