Il Tirreno

Niente merendine meglio pane e olio

di Silvia Quaglierini
Niente merendine meglio pane e olio

Secondo circolo didattico: i progetti di Magazzini «Combattiamo le cattive abitudini alimentari»

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Enzo Magazzini, 61 anni, cecinese, laurea in pedagogia e un curriculum distribuito tra l’insegnamento e la direzione scolastica. Dal 1996 dirige a Rosignano Marittimo il secondo circolo didattico Giosuè Carducci che comprende quattro plessi di scuola primaria dislocati a Rosignano Marittimo, Vada, Gabbro e Castelnuovo della Misericordia ed un plesso di scuola dell'infanzia ubicato a Rosignano Solvay. La scuola Carducci è stata una delle prime in Italia a sperimentare il tempo pieno. Teatro, musicoterapia, sport, educazione alimentare, il dirigente ci illustra i vari percorsi didattici seguiti dagli alunni delle scuole del suo circolo.

Lei dirige questo Istituto dal 1996. Come è cambiata la scuola da allora?

«La scuola è cambiata, così come la società. Vanno di pari passo. Proprio per questo è importante dare ai bambini gli strumenti per affrontare il mondo esterno. In questa scuola cerchiamo di formare in loro uno spirito critico, una certa curiosità per la conoscenza del mondo. L’insegnante istruisce ed educa, trasmette conoscenze ma anche valori. In questo, la figura del maestro è fondamentale».

Formazione e integrazione. Vuole indicarci quali sono i punti di forza del suo circolo didattico?

« Una delle caratteristiche principali di questa scuola è l’inclusione, ovvero cerchiamo di creare situazioni significative per chi ha problematiche più o meno evidenti. L’amministrazione comunale ci aiuta mettendoci a disposizione gli educatori, di supporto agli insegnanti di sostegno, nella gestione dei 21 bambini con problemi di disabilità che abbiamo in questo circolo. Abbiamo inoltre aderito al “Progetto ventaglio”. Consiste nella possibilità di avere una psicologa a scuola, a supporto sia dei genitori che degli insegnanti, che si possono confrontare con lei in caso di problemi o dubbi con i bambini».

Ci parli degli altri progetti didattici introdotti.

«Abbiamo aderito al Progetto Pez, rivolto agli alunni con disabilità. Grazie a questo progetto i bambini seguono laboratori di teatro e musicoterapia, che sono attività molto inclusive. Gli insegnanti gestiscono il progetto coadiuvati da esperti esterni. Ritengo infatti che la scuola non debba essere un sistema chiuso, ma un’organizzazione aperta al territorio. E’ importante creare delle attività che consentano ai bimbi di esprimersi, di farli sentire parte di una comunità. Con il progetto “Sport e scuola: compagni di banco”, cerchiamo di promuovere lo sport perché è un’attività che contribuisce, con la pratica, a far comprendere certi valori ai bambini. La lealtà, il coraggio, l’altruismo non si imparano solo a parole. A fine anno questo progetto si concluderà con una grande manifestazione sportiva a cui parteciperanno tutte le scuole. Negli ultimi anni abbiamo dato molto spazio anche all’educazione alimentare, introducendo il progetto ‘SOS merenda’. Quello dell’alimentazione è un problema emergente. Combattere le cattive abitudini alimentari nei bambini significa creare poi, in futuro, persone più consapevoli e sane. In alcuni giorni della settimana i bambini fanno merenda con pane e olio o marmellata, rinunciando alle classiche merendine che spesso portano da casa».

Cosa si augura per i suoi alunni?

«Mi auguro quello che si augura un padre per i propri figli. Che sappiano trovare la loro strada, che siano felici. Noi cerchiamo di fare il massimo per aiutarli in questo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera