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L’autobus che va a piedi è snobbato dai genitori
Il piedibus è attivo da 4 anni, alle scuole Guerrazzi su 500 alunni lo usano in 15 Il servizio gratuito è gestito dai volontari dell’Auser, 2 le linee: Cecina e Marina
CECINA. «Da quattro anni Lorenzo è felice di svegliarsi un po’ prima per andare a scuola e ritrovarsi al capolinea del piedibus per giocare con gli altri bambini. Adesso che ha 8 anni è uno dei veterani, aiuta i più piccoli». Le si illuminano gli occhi a Valentina Pastacaldi. Cuore di mamma, una delle poche che ha scelto di far vivere a suo figlio l’esperienza di raggiungere la scuola camminando in gruppo. A Cecina sono una quindicina i bambini che lo fanno, a Marina qualcuno di più. Tutti a bordo dell piedibus, l’autobus che va a piedi. In pratica, un gruppo ordinato di bambini delle elementari che vanno a scuola a piedi, con una mano stretta a una corda per tenere la fila, accompagnati da due o più adulti, un autista davanti e un controllore dietro che chiude la fila.
Come un vero autobus di linea il piedibus parte da un capolinea e, seguendo un percorso stabilito, rispettando l’orario prefissato, arriva a scuola. Ritrovo dalle 7,50 alle 8,10 in piazza Aldo Moro, arrivo in classe alle 8,15. Il servizio è gratuito, ma fatica a farsi strada. Su circa 500 alunni che frequentano le elementari Guerrazzi i 15, nei giorni di punta, che lo utilizzano sono ben poca cosa. A Cecina i genitori continuano a preferire l’auto. Salvo protestare per il traffico che ogni mattina prima del suono della campanella manda in tilt le strade del villaggio scolastico.
«Il servizio è efficiente e bisognerebbe che i genitori se ne servissero invece di congestionare con le auto gli ingressi delle scuole», afferma Simone Francalacci. Sua figlia lo utilizza da due anni. «Anche nei giorni di mercato eviti di finire intasato nel traffico. Il piedibus merita di essere fatto conoscere».
I bambini camminano in gruppo, accompagnati da volontari dell’Auser e da alcuni genitori, ognuno con una pettorina colorata infilata sopra il giubbotto per farsi vedere bene dagli automobilisti distratti. «È un’occasione in più per incontrarsi e socializzare – sostiene Pastacaldi –, ridurre la concentrazione di traffico in prossimità delle scuole e contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico».
Se di mobilità alternativa si deve parlare, l’esperienza diretta è la migliore insegnate. E privilegiare gli spostamenti a piedi fin da piccoli può essere una scelta rivoluzionaria. «I bambini camminano, anche se il tragitto è di soli 150 metri insegna a fare una cosa che oggi non si fa più», sottolinea Francesco Cambiati, sua figlia Anna frequenta la prima elementare. «È la più piccola del gruppo ma partecipa con entusiasmo. Come genitore hai qualche paura ma è importante cercare di andare oltre e superarle».
Per chi vuole provare è sufficiente presentarsi al capolinea. A bordo possono salire solo i bambini delle elementari. Il piedibus marcia anche con la pioggia. A tutti i bambini è stata regalata una mantellina e se necessario gli adulti si fanno carico di portare le cartelle. «Abbiamo proposto di cambiare la fermata dello scuolabus spostandola da via Vico a via Moro, alleggeriremmo il traffico e permetteremmo ai bambini di fare l’esperienza del piedibus – afferma il presidente Auser Cecina e Riparbella Giuseppe Bernardo –. I progetto è iniziato da quattro anni, lo abbiamo attivato raccogliendo una proposta del Laboratorio democratico cecinese».
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