Italia
Petizione sul caro caffè al bar dell’ospedale
Da un mese il cambio di gestione ha portato rincari contestati con 400 firme I dipendenti Asl: «Spendiamo meno alla mensa aziendale per un pasto»
CECINA. Poco più di un mese fa il bar dell’ospedale di Cecina ha cambiato gestione, dopo un periodo di chiusura per lavori, passando alla Serenissima Ristorazione Spa. Alla riapertura, però, la brutta sorpresa, per i dipendenti che quotidianamente utilizzano il bar per pranzare o semplicemente prendersi un caffè e ovviamente per i cittadini. Un aumento dei prezzi di tutti i prodotti. Uno su tutti il caffè: 1,10 euro per un espresso nelle pause di lavoro o in attesa della visita di un parente. Per questo i dipendenti, medici, infermieri e anche dirigenti dell’ospedale di Cecina, hanno scritto al sindaco di Cecina Samuele Lippi chiedendo l’intervento dell’amministrazione con i vertici dell’azienda sanitaria. Poche righe per chiedere le ragioni di questa impennata dei prezzi, che ha riguardato anche i distributori automatici di bibite e snack anche se legati ad un altro bando di gestione e non la Serenissima Ristorazione Spa. A firmarla quasi 400 lavoratori, che stanno pensando di estendere la “protesta del caffè dell’ospedale” anche ai cittadini. L’azienda, interpellata, per adesso non ha fornito alcuna replica.
«Non sappiamo se l’affitto del bar sia aumentato e francamente non ci interessa, ma per noi dipendenti i prezzi stabiliti dal nuovo gestore sono veramente troppo alti – spiegano alcuni lavoratori –. Tutto è aumentato, dal caffè che è uno dei più cari di Cecina, 1,10 euro per un espresso. Spendiamo meno alla mensa aziendale per un pasto, che è di 1 euro. La cosa non cambia per tutti i prodotti delle macchine automatiche. Abbiamo uno sconto su queste del 15% ma ora paghiamo comunque di più di quanto avvenisse fino a qualche mese fa».
Di qui la decisione, supportata e controfirmata anche da qualche quadro dirigenziale, di chiedere un intervento al sindaco Samuele Lippi. «Abbiamo consegnato le firme lo scorso 2 dicembre al primo cittadino chiedendo un intervento a tutela dei lavoratori – dicono ancora i portavoce della protesta –. Per noi è una presa in giro, visto che non chiediamo favoritismi ma solo la possibilità di avere prezzi agevolati visto che non possiamo, con il camice, andare al bar della Dolce Vita».
Un’altra raccolta firme presto potrebbe coinvolgere i cittadini. «Abbiamo valutato se farne una unica o dividerle tra dipendenti e non dipendenti – precisano i lavoratori dell’ospedale di Cecina –. Alla fine abbiamo optato per la prima scelta, anche perché i problemi sono leggermente diversi. Noi infatti, ci dobbiamo servire del bar tutti i giorni. Anche se, ovviamente, vediamo in questo aumento dei prezzi un modo per approfittarsi della debolezza dei cittadini. Molti dei quali, infatti, si servono del bar dell’ospedale non per scelta ma per un obbligo legato alla presenza di qualche parente ricoverato o impegnato in qualche visita».
Nel frattempo il sindaco di Cecina Samuele Lippi, verificati i rincari di bar e macchine automatiche, ha contattato il direttore amministrativo Maria Letizia Casani. «Effettivamente c’è da capire l’aumento di questi prezzi che penalizzano dipendenti e cittadini – ha detto il primo cittadino di Cecina –. Un caffè in Comune costa alla macchinetta circa 40 centesimi, quindi ci sarà da capire quali margini ci siano per modificare un contratto già in essere tra Asl e gestore dei servizi di ristorazione, considerando che il bando e l’affidamento del servizio è stato gestito dall’Estar». Acronimo di ente di supporto tecnico amministrativo regionale istituito nel 2014 con l’obiettivo di ottimizzare la spesa regionale destinata ai beni sanitari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
