Il presidio
Niente complesso turistico dal recupero 18 abitazioni
Castagneto Carducci, approvata la variante al piano attuativo Alberoni-Paffetta Ridotte le previsioni di 800 metri quadrati rispetto a quanto approvato nel 2006
CASTAGNETO CARDUCCI. Via libera dal consiglio comunale di Castagneto Carducci alla variante al piano attuativo per il recupero di edifici con cambio di destinazione d’uso, da turistico ricettivo a residenziale, per il complesso Alberoni-Paffetta dei Marchesi Antinori. L’operazione interessa le case coloniche Alberoni e Paffetta. Inoltre, il recupero di volumi dalla demolizione di tutti i fabbricati in forza all’ex centro zootecnico per allevamento suinicolo, attivo tra il 1972 e il 1976: quattro capannoni di varia grandezza, con coperture in lastre ondulate, in abbandono e in avanzato stato di degrado. E la formazione, attraverso gli interventi di recupero e demolizione con parziale ricostruzione di sei nuclei abitativi: due afferenti ai fabbricati colonici esistenti e quattro ex novo. A cui si aggiungono una serie di opere finalizzate a rimuovere gli elementi di degrado presenti nell’area con l’obiettivo di realizzare l’assetto idoneo ai nuovi nuclei abitativi, dalla sistemazione del terreno, selezione e riordino del verde, alla manutenzione dei fossi e dei relativi attraversamenti carrabili e pedonali.
Il primo piano attuativo. L’attuale complesso edilizio è stato oggetto di un apposito piano attuativo approvato nel 2006 e come tale convenzionato l’anno successivo dall’allora proprietà Castagneto Carducci Srl (ora Marchesi Antinori Spa) che era finalizzato alla ristrutturazione degli edifici esistenti ed alla loro destinazione a struttura turistico ricettiva. Edifici che sono considerati patrimonio edilizio esistente con destinazione d’uso non agricola, perché da oltre dieci anni hanno perso la caratteristica rurale.
Le dimensioni. «La variante – spiega l’assessore all’Edilizia privata Giorgio Badalassi – prevede il cambio di destinazione d’uso e una importante riduzione della consistenza edilizia oggetto di recupero, con una significativa attenuazione del carico urbanistico originariamente concepito per complessivi 2.526 metri quadrati mentre quelli approvati e in convenzione erano 3.326 metri quadrati». Che aggiunge: «Tale valore di dimensionamento risulta pertanto inferiore di 800 metri quadrati rispetto alle previsioni del piano approvato nel 2006 e, al contempo, mostra una particolare attenzione alla riqualificazione dell’area ed al suo corretto inserimento nel contesto ambientale e paesaggistico circostante. Sono previste un numero massimo di 18 unità immobiliari di 80 metri quadrati ciascuna, con una riduzione pertanto di 19 unità rispetto alle 37 contemplate».
Gli standard. La delibera del consiglio comunale sottolinea che non c’è “nessun aumento di dotazioni in termini di standard rispetto alla superfici a destinazione pubblica (mq. 1.957) previste dal Piano approvato, nessun aumento del numero di abitanti convenzionalmente insediabili”. Si passa infatti dai 133 abitanti previsti ai 101 del piano in variante. E ancora: “Nessuna necessità di reperimento di spazi aggiuntivi per la sosta stanziale o di relazione”. L’area oggetto del piano ha una superficie territoriale pari a circa 35.440 metri quadrati con la previsione che le opere di attuazione dello stesso potranno essere eseguite per stralci funzionali e con fasi e tempi distinti in relazione a singole aree di intervento composte dagli edifici e dalle relative aree di pertinenza.
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