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Maxi sacchi di rifiuti nel bosco a pulire è il vicino fast food

Maxi sacchi di rifiuti nel bosco a pulire è il vicino fast food

SAN VINCENZO. Sacchi neri formato condominiale. Svuotati dei rifiuti, sparsi nel boschetto lato mare che costeggia la via della Principessa, a San Vincenzo. Siamo a due passi dal complesso turistico...

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SAN VINCENZO. Sacchi neri formato condominiale. Svuotati dei rifiuti, sparsi nel boschetto lato mare che costeggia la via della Principessa, a San Vincenzo. Siamo a due passi dal complesso turistico Riva degli Etruschi e dal Burger King. Ed è quest’ultimo ad essere finito sul banco degli imputati sui social con foto che denunciano il degrado dell’area invasa da contenitori di hamburger e bibite. Ma nel mucchio ci sono tra gli altri contenitori di uova, capsule del caffè e vasetti dello yogurth. Una bruttura che è rimasta tale per giorni e giorni, fino a quando la società che ha in gestione il fast food, la Arranger Consulting Srl franchisee di Burger King non si è risolta a farsi carico del problema. Sacchi e attrezzi un addetto si è recato sul posto e ha ripulito tutta l’area.

Una fotografia quei rifiuti sparsi a terra che per molti è l’immagine di uno stato di bisogno estremo. Quello di chi si muove a caccia degli avanzi di cibo frugando tra i sacchi della struttura di ristorazione. Sacchi asportati dai bidoni per la raccolta e portati dall’altra parte della strada, dove al riparo della vegetazione vengono svuotati. L’ipotesi prende corpo e trova conferma in un precedente. Lo stesso fenomeno dei sacchi svuotati nel bosco si è già verificato un anno fa. E del resto la dimensione è tale che non può far pensare ad altro se non a un’azione dettata dall’impulso di un bisogno estremo.

«Figuriamoci se un’azienda come la nostra si preoccupa di smaltire i rifiuti nel bosco – afferma Jonathan Domenici, responsabile comunicazione e marketing Burger King in Toscana –. Ad ogni modo siamo felicissimi per aver contribuito al meglio al nostro territorio. Questa è l’unica cosa che ci interessa». Che aggiunge: «Quella spazzatura non era certo opera nostra. Visto comunque l'impegno che ogni giorno mettiamo nel rispettare le regole (tutte) ci è sembrata una buona iniziativa pulire il patrimonio di tutti noi a nostre spese e senza che questo diventi propaganda pubblicitaria oltre il dovuto». (m.m.)

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