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Terreni: «La musica è tenuta ai margini»
CECINA. Diego Terreni, pianista, 37 anni, è direttore artistico del Meridiano Festival fin dalla prima edizione. È diplomato in pianoforte al Conservatorio di Rinaldo Franci Siena città dove si è...
CECINA. Diego Terreni, pianista, 37 anni, è direttore artistico del Meridiano Festival fin dalla prima edizione. È diplomato in pianoforte al Conservatorio di Rinaldo Franci Siena città dove si è anche perfezionato all’Accademia Chigiana. Originario di Livorno, maggiorenne si trasferisce a Cecina, dove ha vissuto fino a poco tempo fa. Accanto all’attività concertistica comincia a farsi un nome sul territorio, ricevendo i primi incarichi; oggi, oltre alla direzione del Meridiano Festival, guida la Scuola comunale di musica di Castagneto Carducci e la Scuola di musica di Santa Luce; dirige la Schola Cantorum di Rosignano, la Corale Voci di Santa Luce, il coro Ludus Vocalis di Pisa e l’Orchestra giovanile pisana.
Sul territorio della Bassa val di Cecina Diego Terreni ha organizzato e diretto alcune rassegne di formazione e perfezionamento, la più recente è “Suoni nell’infinito” evento svolto la scorsa estate a Santa Luce, diviso in Masterclasses musicali e “Opera festival” comprendente due concerti. I crescenti incarichi nell’ambito della direzione d’orchestra e di cori lo hanno portano, da qualche mese, ad approfondire questa disciplina seguendo le lezioni di un giovane direttore d’orchestra di Ferrara, Nicola Valentini, a sua volta formatosi con Ottavio Dantone, maestro di grande fama.
«Pur avendo alle spalle solidi studi musicali – spiega Terreni – la mia formazione si era articolata su fronti diversi dalla direzione d’orchestra o di cori. A un certo punto ho avvertito l’esigenza professionale ed etica di formarmi in maniera specifica in questo ambito, così mi sono rivolto a Valentini. Ho visto un suo video su Youtube e mi ha colpito il suo stile, così l’ho contattato e gli ho chiesto di poter essere suo allievo. All’inizio era stupito ma poi ha accettato volentieri. L’ho accompagnato in molte tourné in tutta Italia e gli ho anche fatto da assistente, una mansione molto delicata che in pratica comprende tutto il lavoro di preparazione e di studio che precede l’esecuzione e la direzione di un’orchestra».
«Studiare direzione d’orchestra – prosegue il maestro – è percorso molto formativo per un musicista, a prescindere dal fatto se si prosegua o meno su quella strada: si sviluppa l’orecchio musicale, si studiano puntualmente le partiture, si approfondisce la conoscenza delle caratteristiche dei vari strumenti». Terreni è convinto che la musica possieda una forte componente formativa anche per i giovani: «Purtroppo – afferma – nelle scuole l’insegnamento della musica è marginale, fatto con metodi vecchi e superati, e, inoltre, si limita ad alcuni strumenti; la musica invece, è tante cose, è anche uso della voce, movimento del corpo, per esempio, ma è anche guida all’ascolto musicale; oggi i giovani hanno difficoltà ad ascoltare; la musica può essere un mezzo per tornare a ritmi meno frenetici e riuscire a leggere e capire ciò che ci sta intorno. Perciò, credo che la musica debba far parte del bagaglio culturale di una persona».
Chiara Castaldi
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