Il presidio
Assunzioni e lavoro alle imprese del territorio
Dopo l’ok ad investimenti per 115 milioni monito di Cgil a Solvay «Per la realizzazione della turbogas pensiamo alle nostre aziende»
ROSIGNANO. Nel giorno in cui allo stabilimento Solvay arriva Christophe Clemente, numero uno di Sada Ash and Derivates del gruppo, i sindacati presentano le loro richieste sul tavolo del confronto per gli imminenti investimenti (il piano da 115 milioni enunciato a seguito del protocollo firmato al Mise).
Andiamo con ordine. La sodiera dello stabilimento, grazie all'accordo sull'energia, ai cospicui aiuti ministeriali (agevolazioni per 108 milioni circa) ed al piano di revamping della centrale Rosen, torna ad essere strategica nello scacchiere soda del gruppo di Bruxelles. Sebbene Solvay faccia notare come la visita di Clemente sia di natura interna (niente di nuovo, insomma), la presenza ieri a Rosignano del manager ex Rodhia è stata comunque un'opportunità per parlare di prospettive, vista la recente firma romana del patto con Mise, Regione e Comune. Nessun comunicato ufficiale da Solvay, né tantomeno dalle rsu che hanno incontrato Clemente a margine della sua visita nello stabilimento di Rosignano.
Sul pacchetto di investimenti, salutato positivamente dai sindacati, si esprime invece Fabrizio Musto, coordinatore Cgil Chimici per la Bassa Val di Cecina.
Musto giovedì scorso aveva partecipato all'incontro con la direzione Solvay (Papavero e Colatarci), il presidente della Regione Rossi, il sindaco Franchi che illustravano l'intesa siglata il giorno prima a Roma che sanciva impegni precisi dell'azienda ed un piano di agevolazioni governative. «Già in quell'occasione - dice Musto - abbiamo fatto prese il ruolo giocato dal sindacato in questa partita, che non è un ruolo di due giorni ma di anni di lavoro». «Rosignano - continua il sindacalista Cgil - ha veramente rischiato di vivere una situazione analoga alla Lucchini e gli accordi di questi giorni sono il frutto di un lavoro lungimirante che pare con l'accordo di programma del 2000 che porta alla costruzione della centrale Rosen e all'eliminazione del mercurio dalle celle dell'Elettrolisi. Un processo in cui davamo un segnale di riduzione dei costi e risanamento ambientale».
Restava in ballo la questione del costo del vapore. "L'essere inquadrati in un'area di crisi complessa - prosegue Musto - cui una parte del merito va anche ai sindacati - è stato un segnale di attenzione verso i lavoratori Solvay, Ineos, Innovene, Rosen e tutte quelle aziende e ditte del parco e dell'indotto. Ci sono stati momenti molto difficile, vertenze aperte anche nel settore metalmeccanico. Oggi, finalmente, si aprono prospettive di rilancio".
Ed è qui che Cgil rilancia: "nel revamping della centrale turbogas (Solvay ha già acquistato la turbina da Ansaldo ndr) si ponga attenzione alle imprese del territorio, alcune molto qualificate nel settore delle costruzioni e della meccanica fine". Dunque. I lavori rimangano sul territorio.
Secondo. In vista del concretizzarsi del passaggio di Rosen da Engie a Solvay "chiediamo tutela dei lavoratori, garanzie professionali, rispetto degli accordi per il passaggio dei lavoratori da un'azienda all'altra". Così come, sugli investimenti, in merito al futuro insediamento di Siad, Cgil chiede ricadute, in termini di sviluppo occupazionale, nel territorio di Rosignano. «Lo abbiamo appreso dalla stampa, nessuno ce lo aveva comunicato - dice Musto - ; anche in questo caso, trattandosi di area di crisi complessa, pensiamo ai giovani e ai disoccupati della nostra provincia».
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