Il Tirreno

Emergenze in crescita per i vigili del fuoco

di Michele Falorni
Emergenze in crescita per i vigili del fuoco

Sono 765 gli interventi dall’inizio dell’anno tra soccorsi e salvataggi di persone Il bilancio in occasione della festa di Santa Barbara, celebrata in duomo

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CECINA. Con poche misurate parole don Marco Fabbri ha celebrato ieri mattina in duomo Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco e della Marina militare. In chiesa erano presenti il caposquadra Marco La Bella e il comandante Domenico Guarino, oltre al vicesindaco Giovanni Salvini e ad altre autorità civili e militari. Il numero degli interventi compiuti dai pompieri cresce: nel 2016 sono stati 765, contro i circa 600 del 2015. E l’anno non è ancora concluso. Cifre non trascurabili per il distaccamento di Cecina e per gli uomini che lo compongono.

«Ringraziamo tutti insieme – ha detto il sacerdote – le forze dell’ordine per il lavoro che svolgono ogni giorno nella nostra città. Siamo giunti alla seconda domenica dell’Avvento e ci prepariamo all’incontro con il Signore. Vedo Cecina illuminata a festa e ne sono contento, ma ad accendersi deve essere la luce dentro di noi». Poi, come prevede la liturgia, gli scout - presenti con un banchetto pieno di doni natalizi davanti all’ingresso - hanno letto e interpretato i testi sacri, invitando i fedeli alla riflessione. Un modo semplice e diretto per comprendere lo spirito del tempo trovando nuovi punti di equilibrio.

I vigili del fuoco, costante presenza sul territorio, hanno tracciato il bilancio della propria attività presentando le cifre ufficiali del 2016: 27 interventi per l’emergenza d’acqua in genere, 251 per incendi di varia natura, 32 sugli incidenti stradali, 71 di soccorso e salvataggio delle persone, 351 tra fughe di gas e recupero degli animali, 31 per dissesto statico, uno di protezione civile e uno per un incidente aereo. Più che sufficiente per capire che nella sede di via Ambrogi i servizi da svolgere sono molti, con il personale impegnato di continuo nelle più svariate mansioni.

Un caso a parte è rappresentato dal terremoto che ha colpito il Centro Italia alla fine di agosto. Amatrice e gli altri paesi sono stati cancellati dal sisma, le cui scosse non sono ancora del tutto cessate. Per i pompieri e le altre forze dell’ordine non sono state settimane semplici, perché ripartire il lavoro di fronte a una catastrofe è sempre difficilissimo. E le squadre non sono mai sufficienti. Per questo la collettività deve dire grazie a chi, con spirito di servizio, opera in terra e in mare per tenere la situazione sotto controllo ed evitare rischi o conseguenze poco piacevoli.

La celebrazione di Santa Barbara ha permesso a don Marco di aprire pure un confronto sul cambiamento. «Se graduale e coerente – ha affermato – è sinonimo di maturità e scelte consapevoli. Ma se è continuo e privo di logica non porta a niente». L’altro tema ha riguardato le nuove generazioni. «Non serve a nulla idealizzare il passato e dire male dei giovani. È uno dei primi segni di vecchiaia, così come lo è la sfiducia nel futuro». Un invito esplicito al dialogo tra mondi diversi, affinché si trovino degli aspetti in comune e un percorso nuovo possa svilupparsi nel tempo. «Preghiamo per i pompieri e la Marina militare – ha concluso il sacerdote – e per chi ha perso la vita nello svolgimento del proprio servizio». La lettura della preghiera dei vigili del fuoco e dei marinai ha concluso la messa. I rappresentanti dei vari corpi in duomo si sono stretti la mano, sottolineando che i risultati si ottengono con la collaborazione e con il gioco di squadra. Indispensabile per contenere e risolvere i casi più delicati.

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