Il presidio
Emergenze in crescita per i vigili del fuoco
Sono 765 gli interventi dall’inizio dell’anno tra soccorsi e salvataggi di persone Il bilancio in occasione della festa di Santa Barbara, celebrata in duomo
CECINA. Con poche misurate parole don Marco Fabbri ha celebrato ieri mattina in duomo Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco e della Marina militare. In chiesa erano presenti il caposquadra Marco La Bella e il comandante Domenico Guarino, oltre al vicesindaco Giovanni Salvini e ad altre autorità civili e militari. Il numero degli interventi compiuti dai pompieri cresce: nel 2016 sono stati 765, contro i circa 600 del 2015. E l’anno non è ancora concluso. Cifre non trascurabili per il distaccamento di Cecina e per gli uomini che lo compongono.
«Ringraziamo tutti insieme – ha detto il sacerdote – le forze dell’ordine per il lavoro che svolgono ogni giorno nella nostra città. Siamo giunti alla seconda domenica dell’Avvento e ci prepariamo all’incontro con il Signore. Vedo Cecina illuminata a festa e ne sono contento, ma ad accendersi deve essere la luce dentro di noi». Poi, come prevede la liturgia, gli scout - presenti con un banchetto pieno di doni natalizi davanti all’ingresso - hanno letto e interpretato i testi sacri, invitando i fedeli alla riflessione. Un modo semplice e diretto per comprendere lo spirito del tempo trovando nuovi punti di equilibrio.
I vigili del fuoco, costante presenza sul territorio, hanno tracciato il bilancio della propria attività presentando le cifre ufficiali del 2016: 27 interventi per l’emergenza d’acqua in genere, 251 per incendi di varia natura, 32 sugli incidenti stradali, 71 di soccorso e salvataggio delle persone, 351 tra fughe di gas e recupero degli animali, 31 per dissesto statico, uno di protezione civile e uno per un incidente aereo. Più che sufficiente per capire che nella sede di via Ambrogi i servizi da svolgere sono molti, con il personale impegnato di continuo nelle più svariate mansioni.
Un caso a parte è rappresentato dal terremoto che ha colpito il Centro Italia alla fine di agosto. Amatrice e gli altri paesi sono stati cancellati dal sisma, le cui scosse non sono ancora del tutto cessate. Per i pompieri e le altre forze dell’ordine non sono state settimane semplici, perché ripartire il lavoro di fronte a una catastrofe è sempre difficilissimo. E le squadre non sono mai sufficienti. Per questo la collettività deve dire grazie a chi, con spirito di servizio, opera in terra e in mare per tenere la situazione sotto controllo ed evitare rischi o conseguenze poco piacevoli.
La celebrazione di Santa Barbara ha permesso a don Marco di aprire pure un confronto sul cambiamento. «Se graduale e coerente – ha affermato – è sinonimo di maturità e scelte consapevoli. Ma se è continuo e privo di logica non porta a niente». L’altro tema ha riguardato le nuove generazioni. «Non serve a nulla idealizzare il passato e dire male dei giovani. È uno dei primi segni di vecchiaia, così come lo è la sfiducia nel futuro». Un invito esplicito al dialogo tra mondi diversi, affinché si trovino degli aspetti in comune e un percorso nuovo possa svilupparsi nel tempo. «Preghiamo per i pompieri e la Marina militare – ha concluso il sacerdote – e per chi ha perso la vita nello svolgimento del proprio servizio». La lettura della preghiera dei vigili del fuoco e dei marinai ha concluso la messa. I rappresentanti dei vari corpi in duomo si sono stretti la mano, sottolineando che i risultati si ottengono con la collaborazione e con il gioco di squadra. Indispensabile per contenere e risolvere i casi più delicati.
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