Il Tirreno

Rubano oro e preziosi per 30.000 euro

I cassetti svuotati sul letto e gli abiti a terra nell'appartamento in zona Ponte
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I cassetti svuotati sul letto e gli abiti a terra nell'appartamento in zona Ponte

Cecina, nuova raffica di furti nelle abitazioni al Ponte e in zona Palazzaccio, i ladri sfruttano il buio del tardo pomeriggio

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CECINA. Razzia di orologi, anelli, orecchini, braccialetti. D’oro. Per un valore di oltre 30.000 euro. Topi d’appartamento in fuga con il bottino arraffato in un’abitazione in zona Ponte. Ma si registrano episodi anche nel quartiere Palazzaccio. Un colpo non è andato a buon fine mentre nell’altro i ladri sono riusciti a prendere circa 1.000 euro in contanti e alcuni oggetti preziosi. È il bilancio di un giorno di scorribande a Cecina dove l’allarme furti nelle abitazioni continua a restare alto.

Nel lasso di tempo compreso fra le 16,30 e le 18,30 i ladri hanno visitato un appartamento di via Montevecchi. È la quarta volta che vi entrano. L’ultima ormai quattro anni fa. E con quella palazzina, stavolta più recentemente, nella strada (poco illuminata) in zona Ponte, parallela a via IV novembre, ne avevano visitate almeno altre due. L’1 dicembre l’ultimo furto. Una razzia. Di orologi, anelli, orecchini, braccialetti. D'oro. Per un valore di oltre 30mila euro. Forzato il portone principale (dai vetri blindati) in alto e in corrispondenza della soglia con un piede di porco, i malviventi si sono introdotti in casa frugando secondo il consueto copione nelle due camere. Armadi e cassettiere, comodini. Tutto sottosopra.

Proficuo alla fine, come dicevamo, l’esito dell’irruzione. Ma chi è entrato badava solo a soldi e gioielli. Perché tutto il resto presente nell’abitazione, anche di un certo interesse per essere poi riciclato una volta consegnato ai ricettatori, è stato ignorato. Nessuno ha visto nulla e qualche rumore di passi avvertito dai vicini è stato associato alla presenza di persone residenti nell’appartamento. Per l’ennesima volta sembra ci siano stati preliminari appostamenti da parte dei topi di appartamento per verificare quale fosse il momento propizio per entrare in azione.

Sempre in settimana in via De Sanctis, al Palazzaccio, un medico intorno alle 17,30 parcheggia l’auto e si appresta ad entrare in casa quando improvvisamente scatta l’allarme. Lì per lì pensa di aver sbagliato qualcosa dal punto di vista operativo per neutralizzarlo prima di aprire il portone. Invece quasi in contemporanea gli erano entrati i ladri in casa. Che accortisi della presenza del proprietario sono scappati dalla finestra a pian terreno dalla quale, una volta forzata, si erano introdotti nella palazzina. Nel minuto in cui sono rimasti in casa, i ladri avevano già scaraventato a terra quanto contenuto in diversi cassetti alla ricerca di soldi e gioielli. Insomma, al medico è andata bene.

Stesso quartiere ma esito diverso per una famiglia di negozianti che al rientro a casa in zona via Monte Santo non hanno potuto fare altro che rivolgersi alla polizia per segnalare il furto. La scena è sempre la stessa. Cassetti buttati a terra. Armadi svuotati. Tutto a soqquadro. «Devono aver studiato le nostre abitudini – dice la proprietaria – Chi ha un negozio finisce per avere orari regolari. Per entrare hanno forzato la porta finestra della cucina che dà sulla strada principale». Anche in questo caso nessuno ha visto niente. «Non è quello che ti portano via – conclude la donna – ma è quello che si lasciano dietro».

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