Il Tirreno

Premio Unesco alla Regola

Premio Unesco alla Regola

La cerimonia nell’azienda vitivinicola a Riparbella

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RIPARBELLA. Prestigioso riconoscimento quello ottenuto dall’azienda vitivinicola “Podere La Regola” di Riparbella nell’ambito del concorso internazionale "la Fabbrica nel Paesaggio"ideato e promosso dal club per l'Unesco di Foligno e Valle del Clitunno. Ieri presso la cantina della famiglia Nuti, in località Altagrada, si è svolta la cerimonia. Presenti rappresentanti di quattro comuni della Val di Cecina: per Riparbella il vice sindaco Lorella Signorini, per Montescudaio ed in rappresentanza dell’Unione Colli Pisani Simona Fedeli con il vice sindaco Landi, il sindaco di Volterra Marco Buselli e l’assessore al bilancio del comune di Cecina Federico Cartei.

La cerimonia è iniziata con una visita della nuova cantina guidata dall’artista Stefano Tonelli. Tre milioni di euro d'investimento per una cantina di duemila metri quadrati suddivisi su tre piani, uno interrato che accoglie i locali per la vinificazione, la cantina e una barricaia museo; un piano terra destinato all'accoglienza e alla vendita e un primo piano con un salone che guarda con particolare interesse all'enoturismo. Tutto intorno un'ampia zona a verde attrezzato.

Il premio è stato assegnato ai titolari dell’azienda, i fratelli Paolo e Flavio Nuti ed è stato consegnato direttamente dalla coordinatrice del concorso Gabriella Righi. Nella motivazione del premio si ricorda il valore del paesaggio “Nella consapevolezza che il paesaggio coopera all'elaborazione delle culture locali e rappresenta una componente fondamentale del patrimonio culturale e naturale, contribuendo al benessere e alla soddisfazionedegli esseri umani e al consolidamento dell'identità nazionale».

A proposito l’avvocato Flavio Nuti, già presidente de club Unesco di Volterra, ha invitato le amminstrazioni della Val di Cecina ha superare gli steccati geografici e politici ed a lavorare insieme ad un progetto per la valorizzazione comune del paesaggio ricordando le radici comuni di una terra che già gli antichi Etruschi vivevano come “unica”, dall’entroterra di Volterra e Belora al porto di Vada.

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