Stazione penalizzata, niente Frecciabianca
Cecina: il treno veloce per Roma non fermerà più qui dall’11 dicembre. Protesta show di Lippi e Valori
CECINA. Un passo indietro. Una scelta che penalizza, che non tiene conto delle esigenze dei tanti che, quotidianamente o meno, utilizzano la rete ferroviaria per spostarsi e raggiungere la capitale.
I Frecciabianca che collegano la tratta Tirrenica con Roma direttamente, senza cambi, non faranno più tappa a Cecina: a partire dall'11 dicembre il convoglio di Trenitalia non fermerà più né alle 7.57 né alle 19.49. L'alternativa che resta a tutti coloro che hanno la necessità di raggiungere Roma attraverso i Frecciabianca è Campiglia Marittima, dove saranno ben sei le fermate a disposizione. Il risultato è che per andare e tornare dalla capitale, per coprire cioè una distanza di soli 290 chilometri, saranno necessarie ben tre ore di viaggio a differenza delle due ore che impiega attualmente il Frecciabianca. Di certo, si tratta di una decisione che penalizza Cecina, che riduce i collegamenti da e per Roma in tempi brevi, che offre poche alternative all'utilizzo dell'automobile, in un periodo in cui, sia le Pubbliche amministrazioni che le società private, in molti cercano di portare avanti e proporre un modello di trasporto sostenibile e alternativo all'utilizzo dell'automobile. In un periodo in cui si vorrebbero, e dovrebbero, incentivare i trasporti pubblici e non, spostando il traffico dalle strade. Non è difficile prevedere e ipotizzare una levata di scudi contro una decisione che di fatto rende più complicati, più lunghi e più intrecciati i collegamenti.
Ad alzare la voce ci pensa intanto il sindaco, Samuele Lippi, e lo fa con una lettera inviata al Ministero dei trasporti e alla Regione Toscana finalizzata a capire il motivo di una scelta simile e "in particolare, per esprimere tutto il mio disappunto".
Il sindaco, insieme al presidente del consiglio comunale Luigi Valori, si è ancvhe fatto tografare con tanto di fascia tricolore alla stazione di Cecina con in mano un modellino di Freccia Bianca in miniatura.
Una decisione - quella di Tenitalia - che segna un ritorno al passato, all'utilizzo dei treni regionali, anche se definiti veloci, ad un tipo di mobilità che nulla ha di sostenibile e di incentivante.
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