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Le giovani profughe al lavoro
A Guardistallo svolgono servizi di pulizia in strade, uffici comunali e teatro
GUARDISTALLO. «Si sono integrati perfettamente con la comunità, si è creata una rete di solidarietà importante che ci rende orgogliosi». Sono sei i profughi, più due bambini, ospitati dal Comune di Guardistallo all'interno di due appartamenti nel centro del paese. Quattro donne e una coppia, provenienti dalla Nigeria e dalla Costa d'Avorio, che da lunedì svolgono, in maniera volontaria, lavori socialmente utili grazie alla convenzione siglata tra l'amministrazione comunale e l'Arci, l'associazione che gestisce i richiedenti asilo nella Bassa val di Cecina. «Il tutto a costo zero per l'amministrazione», spiega il sindaco Sandro Ceccarelli. Raccolta delle foglie lasciate a terra dal vento, pulizia e sistemazione del seggio elettorale e del cimitero, «attività che ci hanno chiesto loro di fare appena arrivati in Comune dopo l'incontro con la Prefettura. In quell'occasione avevo avanzato una richiesta precisa, e cioè quella di ospitare nuclei familiari piuttosto che gruppi sparsi in modo da non alterare gli equilibri interni alla comunità». Una scelta che ha dato i suoi frutti e che ha permesso ai profughi di creare attorno a sé una rete solidale fatta di cittadini e residenti, che da subito si sono attivati per recuperare passeggini usati e vestiario da donare. Condivisione della realtà quotidiana e delle tradizioni «visto che la domenica capita di vederli a messa», un'integrazione possibile anche grazie alla frequenza a corsi di lingua italiana e di sicurezza, anche questi gestiti da Arci. Un'integrazione quasi tutta al femminile quella di Guardistallo, che è riuscita ad unire alla solidarietà un reale progetto di accoglienza, che ha portato alla stipula della convenzione e che prevede anche la dotazione dei sistemi di protezione, scarpe anti infortunistiche e pettorine per un'attività che viene svolta, alternandosi tra loro, 3 giorni a settimana. «Non possono usare apparecchiature meccaniche però ci sono attività più semplici e soprattutto più adatte ad essere svolte dalle donne, come la pulizia della biblioteca, della sala comunale dopo aver celebrato un matrimonio, delle pubbliche strade che vanno mantenute in maniera corretta e del cimitero». Un'integrazione reale, che va avanti da oltre un anno, e che nel tempo si è consolidata fino a portare alla celebrazione del battesimo di uno dei due bambini ospitati, al quale sindaco e vicesindaco hanno fatto da padrini. «Non credo ci sia scetticismo nel paese - dice Ceccarelli - , la comunità ha risposto bene stando da subito vicino a queste persone».
Leondina Marulli
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