Il Tirreno

In fabbrica il n. 1 di Soda Ash

di Andrea Rocchi
In fabbrica il n. 1 di Soda Ash

Solvay: Christophe Clemente incontra i vertici dello stabilimento e le rsu. Nuovo ruolo della sodiera

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ROSIGNANO. La soda prodotta a Rosignano torna ad essere di nuovo strategica. E può ricoprire un ruolo decisivo (dopo essere stata seriamente a rischio chiusura, sorte toccata nel 2014 all'impianto portoghese di Povoa) non solo per il mercato nazionale, dove Solvay detiene la leadership, ma anche per quello estero.

Gli investimenti inseriti nel pacchetto del protocollo d'intesa siglato mercoledì al Mise (115 milioni più 108 di sgravi ed agevolazioni in 10 anni) e soprattutto il Progetto Salina - impianto di trattamento dei liquidi e nuova torre di raffreddamento da 14.7 milioni - mirano a dare più efficienza al cuore pulsante della fabbrica. Non è un caso che lunedì mattina sarà a Rosignano Christophe Clemente, il presidente di Solvay Soda Ash e Derivates, praticamente il numero uno nel mondo del settore soda del gruppo chimico Solvay.

Il manager, ex Rodhia, incontrerà i vertici dello stabilimento ed un esecutivo delle Rsu Solvay.

Sarà l’occasione per discutere dei progetti messi in campo per rilanciare il peso della sodiera di Rosignano e più in generale dello stabilimento e del parco industriale. Parco che - lo ricordiamo - dovrebbe arricchirsi della presenza di un’altra azienda chimica italiana, la Siad, specializzata nel trattamento dei gas tecnici e che realizzerà a Rosignano un impianto per recuperare l’anidride carbonica e l’azoto (investimento stimato in 40 miioni e che - secondo le previsioni di Ministero e Regione - garantirebbe dai 60 agli 80 nuovi posti di lavoro).

Con il potenziamento dell’acqua ossigenata purissima e l’apertura, nel 2017, di due nuove linee di produzione, gli altri interventi riguardano appunto la sodiera di Rosignano dove si produce soda e bicarbonato che coprono la gran parte del mercato nazionale.

Davide Papavero, direttore dello stabilimento di Rosignano, giovedi in conferenza stampa ha sottolineato come Solvay dovrebbe aumentare la produzione di bicarbonato di sodio di almeno 30.000 tonnellate annue. Così come per la sodiera l’obiettivo è quello di consolidare le 670.000 tonnellate annue di carbonato prodotto. Destinato sì al mercato nazionale, ma pronto anche per aumentare l’export. Marco Colatarci, direttore di Solvay Italia, ha parlato a proposito di un hub della soda e di una sinergia col porto di Livorno anche in vista dello sviluppo della Darsena Europa.

Porto che riesce a garantire alla società belga condizioni ancora vantaggiose per l’esportazione. Tanto che nel 2015 sono partiti da qui 8000 container. E l’obiettivo - è stato detto - è quello di consolidare e se possibile incrementare questi numeri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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