Colpi di pistola sul muro e un escavatore a fuoco
Misteriosi episodi contro due aziende sui colli di Riparbella, indagano i carabinieri Presi di mira la cantina Due mani e l’azienda agricola Pakravan-Papi
RIPARBELLA. Rogo, non si esclude l'origine dolosa, di un escavatore di un'azienda agricola e una serie di colpi da un fucile a palla, sparati contro le porte di un agriturismo.
Non siamo nel Bronx ma sulle colline di Riparbella, in località Orto ai cavoli, dove due aziende note, che distano circa 500 metri l'una dall'altra, sono state al centro di una serie di azioni violente nel giro di pochi giorni. E non è la prima volta che succede, almeno nel caso di Luca D'Attoma e della sua cantina Due mani che gestisce con la moglie Elena Celli (le porte di ingresso della cantina furono bruciate nel 2013), l'altra è l'azienda agricola e turistica Pakravan-Papi. Ambedue producono vino.
«L'incendio risale tra il pomeriggio del 30 e la notte del primo dicembre -come precisano i carabinieri del comando di Volterra - non siamo intervenuti contestualmente, l'indagine è in corso e potrebbe trattarsi di un gesto di natura dolosa». Mentre per quanto riguarda gli spari la denuncia è del 28 novembre (i coniugi rientrando si sono accorti dei danni e hanno dato l'allarme). Quest'ultimo caso, secondo i carabinieri, è da attribuire alla mano di alcuni cacciatori che frequentano la zona, anche di frode.
Il dubbio invece da parte delle vittime è che non si tratti di una casualità ma di un'azione mirata e ponderata. «Li percepisco un po' come avvertimenti - commenta D'Attoma - anche perché prima di dar fuoco all'escavatore hanno staccato la spina che regola la luce del generale, all'ingresso del cancello, per evitare, suppongo, eventuali riprese di telecamere. Quindi l'azione è stata ben architettata. Il sospetto che siano colpi mirati è forte, dopo quello che ho subito qualche anno fa. Tra l'altro c'è anche il danno economico, perché si parla di migliaia di euro».
«Abbiamo sporto denuncia ai carabinieri di Riparbella - ha aggiunto Enzo Papi, titolare dell'azienda agricola e agriturismo Pakravan-Papi - l'episodio risale a domenica ma noi ce ne siamo accorti lunedì perché, per fortuna eravamo fuori, e non avevamo nessun ospite in agriturismo. Abbiamo rilevato 6 colpi di fucile a palla, sparati contro l'agriturismo al massimo a 50 metri di distanza. I colpi sono esplosi contro una porta a vetri dell'agriturismo. Il vetro per di più era antiurto e antifurto, di 3 cm, e si è ben incrinato. Più altri 5 colpi esplosi che hanno lasciato segni evidenti. Le palle di piombo, tra l'altro, sono state raccolte a terra schiacciate. E come se non bastasse hanno forzato il cancello di ferro e rotto il catenaccio, entrando dalla corte della casa. Si tratta di un gesto volontario. Un bullo, un cacciatore di frode? Non saprei. fatto sta che non siamo più sicuri. Un anno fa sono entrati per un furto, hanno portato via di tutto. La sensazione è che la nostra sicurezza sia allo sbando. Temiamo per la nostra incolumità, per di più abbiamo la casa crivellata di colpi».
Una zona, fino a qualche anno fa, considerata tra le più tranquille ma che negli ultimi tempi, a detta dei residenti, sta sommando episodi sempre più preoccupanti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
