Il Tirreno

Esche killer dei cani trovata in pineta una spugna fritta

di Manolo Morandini
Esche killer dei cani trovata in pineta una spugna fritta

Il ritrovamento in pineta a Marina, lato viale Galliano La Polizia municipale avvia le procedure di controllo

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CECINA. L’esca è stata consegnata alla Polizia municipale di Cecina. Ma ad occhio nudo, ci sono pochi dubbi: si tratta di una spugna fritta, un boccone tanto goloso per i cani quanto letale per l’animale che lo ingoia.

Il ritrovamento è avvenuto in un vialetto che dal lungomare di viale della Vittoria a Marina porta nella pineta. L’esca è stata gettata a ridosso della staccionata, in via Giovanni da Verrazzano. Ad accorgersi del pericolo Luisa Ambrosio. «Faccio quella strada da casa alla pineta per raggiungere il cassonetto della carta – dice –. Al rientro l’occhio mi è cascato su quello strano oggetto e avvicinandomi non ho avuto dubbi che si trattasse di un boccone avvelenato». Si deve alla signora Luisa il tam tam che ha fatto scattare l’allarme tra i padroni di cani che sono soliti frequentare quello spazio verde con i propri animali. «Con l’aiuto di mio marito abbiamo provato a perlustrare la zona in un raggio di 50 metri ma non abbiamo trovato altre esche. «Il boccone lo abbiamo messo in un sacchetto e consegnato alla polizia municipale con tanto di dichiarazione firmata».

Tra i proprietari di cani della zona la voce si è sparsa rapidamente: nel verde della pineta c’è il rischio di imbattersi in micidiali spugne. Si tratta di esche letali perché, insaporite dalla cottura nell’olio, diventano appetitose per i cani. Solo che, una volta ingerita, la spugna, compressa anche dalla pastella con cui viene fritta, a contatto con i succhi gastrici si gonfia e va ad occludere l’intestino o l’esofago dell’animale. Nel caso di una spugna fritta può non bastare accorgersi in tempo dell’accaduto per salvare il proprio animale. Gli esperti indicano che c’è pericolo anche per i gatti. «Quella che ho trovato sarà lunga una decina di centimetri e larga tre», sottolinea la signora Ambrosio. Una sensibilità la sua acuita dal dolore di aver perso il proprio cane nell’arco di una manciata di ore dal rientro dopo una passeggiata in pineta. Il tutto con il sospetto, mai fugato, che possa essersi trattato di un caso di avvelenamento.

Al comando della municipale si sono attivate le procedure del caso. «Il primo passo sarà quello di confrontarci con i veterinari dell’azienda Asl Toscana Nordovest per capire la natura dell’esca e se necessario inviarla in laboratorio per verificare la presenza di sostanze tossiche – dice il comandante Armando Ore –. C’è un verbale di sequestro e a questo potrebbe quindi seguire una denuncia contro ignoti per tentato avvelenamento».

Una pratica che negli ultimi mesi è stata segnalata in zona San Pietro in Palazzi, dove sono state trovate polpette con dentro dei chiodi. E più recentemente lungo il viale della Repubblica. Qui due gatti sono morti avvelenati nel giro di alcune settimane. L’ultimo episodio ha confermato i sospetti di avvelenamento del proprietario dei due mici. Due gatti adulti, morti in preda a convulsioni che nell’arco di alcune ore li anno uccisi. A scatenarle una sostanza che da anni non si trova più sugli scaffali dei negozi. Un pesticida, a cui il Ministero della Sanità ha revocato l’autorizzazione alla messa in commercio. Il tutto accertato dai veterinari dell’Asl e dall’Istituto zooprofilattico sperimentale dove sono stati eseguiti gli esami tossicologici. Al punto che nel tratto interessato è scattata anche un’operazione di bonifica, con tanto di ordinanza a firma del sindaco.

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