Ruba oro e soldi a un'anziana fingendosi un carabiniere
La donna, 84 anni, vittima di un uomo che si spaccia per maresciallo in borghese: «Mi ha schiaffeggiato e rubato tutto, anche gli anelli che mi aveva regalato il mio povero marito»
CECINA. C’è stato subbuglio, al 298 di corso Matteotti. Dove a metà mattinata di giovedì 24 novembre sono accorsi i vicini dopo che una donna di 84 anni era stata derubata. La notizia ci arriva casualmente intorno alle 16. Andiamo in loco. Suoniamo il campanello e attraverso i vetri della stanza a pian terreno vediamo un’anziana signora su un divanetto. Ci domanda cosa vogliamo. Gli rispondiamo che siamo giornalisti e siamo lì per avere notizie sul furto subìto. «Mi hanno rubato tutto», dice. Chiediamo di poter parlare qualche minuto con lei. La donna sale pian piano sulla carrozzella e si avvicina lentamente alla finestra per rendersi conto del perché di quella visita. Ma nonostante un’educata e circostanziata insistenza da parte nostra la donna desiste e torna a sedersi sul divano. «Andate via», afferma impaurita. Ce ne andiamo. Ma fatti pochi passi arriva il cognato e finalmente, presente il familiare, la signora si fa coraggio, si affaccia alla porta e piangendo «ci sono stati i ladri», dice. Ci ripete che gli hanno rubato tutto: cinque anelli («che mi aveva regalato il mio povero marito»), uno spillo, tre collane e gli orecchini. D’oro. E una consistente somma in denaro.
Racconta che intorno alle dieci ha suonato alla porta un uomo alto, presentatosi come maresciallo dei carabinieri. Le ha detto che suo nipote aveva avuto un grave incidente e stava piangendo perché per venir fuori dall’incresciosa situazione gli necessitava tanto denaro. Sennò sarebbe andato in galera. Lei, impietosita, colta nel punto debole di un anziano quando si toccano i congiunti, tira fuori qualcosa. Ma al tipo, parso molto deciso, non bastano. E la schiaffeggia. Chiede preziosi. D’oro, badiamo bene («l’argento non lo voglio»). Lei decide di telefonare alla figlia, però il malvivente («sulla cinquantina, vestito di scuro, accento non toscano») non glielo permette. Così consegna tutto quello che aveva. Di lì a poco l’uomo ritorna, perché aveva lasciato sul tavolo un mazzo di calzini (nuovi). Se li riprende e sparisce.
Ci ferma un residente. «Vedete? – dice –. Lì - e ci indica col dito una robusta ringhiera - in questi giorni una signora ha lasciato una bicicletta elettrica quasi nuova. Era un’amica e le ho detto di non lasciarla lì che la rubano. E lei: ma ho la catena. Dopo un’ora non c’era più», angolo di via Monti.
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