Sboccia l’inverno e diventa un grande prato di margherite
Il professor Paolo Lumini guida i suoi ragazzi in un laboratorio colorato: 16 classi in aiuto dei terremotati
CECINA. «L'inverno si trasforma sempre in primavera», sorride il professor Paolo Lumini, mentre i suoi ragazzi compongono un quadro fatto di fiori e speranza al centro della piazza di lato alle medie Galileo Galilei di San Pietro in Palazzi.
Tra studenti e insegnanti di educazione artistica non ci sono solo il registro e i voti, ma anche collaborazione e amicizia, voglia di conoscersi meglio e di conoscere i problemi degli altri. Sedici classi hanno detto subito sì, prendendo dal laboratorio le margherite multicolori schizzate su grandi fogli per aiutare i terremotati del centro Italia. Sì, il fine è umanitario. E nemmeno il fiore e la frase sono scelti a caso, poiché esprimono un concetto semplice e immediato.
Lumini non si ferma qui: a Natale, una delle foto scattate dall'alto diventerà una cartolina, complice l'aiuto e i consigli degli alunni del Marco Polo ramo grafico - Gianluca Manno, Giulia Giulio, Lucrezia Nicolò, Angela Pagliai, Federica D'Onofrio, Michael Giacco di 5ª C - che, nei giorni scorsi, sono arrivati alle medie per sostenere il professore e scambiare idee e pensieri su come rendere dinamica l'immagine natalizia. Al resto hanno pensato i protagonisti di questa iniziativa nata per sentirsi vicini a chi, dalla fine di agosto, ha subìto il sisma affrontando il dramma e la lenta ricostruzione con tutte le difficoltà. E ancora ne paga le conseguenze. Alle medie Galilei, senza perdere tempo, hanno proposto una installazione in piazza, per rendersi visibili e lanciare con la forza delle immagini un messaggio di affetto.
Se poi, un giorno, un pulmino partisse per Amatrice con i soldi raccolti dopo la consegna delle cartoline e qualche disegno, l'operazione sarebbe completa. «Questa piccola opera d'arte - spiega Lumini - rientra nel percorso formativo dell'istituto. L'educazione artistica è materia che si presta bene a sensibilizzare le coscienze. E noi, con la nostra creatività, abbiamo colto l'attimo per sentirci vicini alle popolazioni del centro Italia».
In realtà, i progetti del professore sono aperti, ossia pronti per essere estesi in ogni momento. Chissà che, nelle prossime settimane, gli studenti non sbarchino in corso Matteotti, dove negli anni passati hanno mostrato a commercianti e cittadini le loro creazioni ottenendo complimenti e interesse. Siccome su molte mattonelle della zona blu sono appiccicate le gomme da masticare, l'idea sarebbe trasformare quei punti neri in altri fiori, regalando gioia a colpi di verde, bianco e giallo, affinché i passanti e i residenti si fermino e pongano qualche domanda.
In cambio, otterrebbero sorrisi e spensieratezza. E anche un utile stimolo alla... pulizia del bene pubblico.
Michele Falorni
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