Il Tirreno

L’addio a Gremigni lanciati in cielo 58 palloncini bianchi

di Michele Falorni
L’addio a Gremigni lanciati in cielo 58 palloncini bianchi

Folla di amici e parenti alla cappella del cimitero di Cecina Il grafico stroncato da una malattia all’età di 58 anni

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CECINA. Amici di una vita e parenti stretti salgono in silenzio le scale della cappella del cimitero, per porgere l’ultimo saluto a Claudio Gremigni, morto sabato mattina all’ospedale di Livorno. Si abbracciano commossi, uniti dal dolore e dai ricordi. «La vita stessa – ha detto don Pietro Menciassi – ci porta spesso ad affrontare momenti tristi. Siamo qui riuniti per ricordare un fratello e un padre di famiglia, il cui cammino appartiene alla realtà terrena e celeste. Siamo sorretti dalla fede e dalla speranza, e al Signore chiediamo che conceda a Claudio la gioia di risorgere».

Eclettico e dinamico, Gremigni traduceva i pensieri in progetti con l’aiuto della matita, dei computer e del buonsenso che lo caratterizzavano. Classe 1958, da tutti era stimato, in quanto grafico capace e uomo intelligente. Seduti davanti al feretro, sul quale i familiari hanno posto una foto ingrandita, la moglie Luciana e i figli, circondati dall’affetto di chi ha conosciuto e apprezzato Claudio, sia dal punto di vista professionale sia umano. Perché Gremigni non era soltanto fotografo e organizzatore di feste al Settebello, ma era simpaticissimo, corretto e raffinato.

«Riflettiamo e condividiamo questo momento – ha proseguito il sacerdote –, consapevoli del dolore improvviso che ha colpito la famiglia. Claudio era una persona carica di umanità capace di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà. Dono con il quale torna davanti a Dio». 58 palloncini bianchi lo hanno accompagnato in cielo, un attimo prima che la bara venisse ricoperta sotto lo sguardo degli amici e dei parenti. «Se potesse – ha chiuso don Pietro – ci ringrazierebbe tutti».

Verità, perché Gremigni era un uomo semplice, il cui sorriso svelava sincerità e amicizia. Perciò era così amato, anche dai ragazzi che al mare gli chiedevano i disegni per un nuovo marchio pubblicitario e qualche prezioso suggerimento. La sua vita è stata ricca di episodi piacevoli, di cui i giornalini pieni di vignette e battute frizzanti, le sere a cena trascorse a organizzare i tornei di calcetto e qualche compleanno a sorpresa sono la cornice al quadro, composto da una generosità non comune, figlia di un’anima sensibile e altruista.

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