Il Tirreno

Spariti libri e giocattoli dagli scaffali dell’ospedale

di Manolo Morandini
Spariti libri e giocattoli dagli scaffali dell’ospedale

Dovevano servire a intrattenere i pazienti, i danni maggiori al pronto soccorso L’associazione Ldc pronta a fare una nuova donazione, ma la burocrazia la frena

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CECINA. Due anni. Tanto è passato dalla donazione di oltre 300 libri all’ospedale di Cecina. Ma di quel piccolo tesoro pensato per alleggerire i pensieri cupi affidandoli alle ali della fantasia rimane ben poco. E le procedure per l’acquisizione di nuovi volumi al patrimonio dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest per riempire di nuovo gli scaffali sono tutt’altro che scontate e richiedono tempi lunghi.

Salvi i libri nei reparti. Depredati invece gli scaffali del pronto soccorso dove i volontari dell’associazione Laboratorio Democratico Cecinese (Ldc) avevano pensato soprattutto ad ingannare l’attesa dei baby pazienti con libri a loro misura e una cassa piena di giocattoli. Le scelte devono essere state talmente azzeccate che in troppi genitori non si sono fatti scrupolo di prendere e portare a casa ciò di cui avrebbero potuto beneficiare altri bambini. La colpa è dei grandi. Di quei papà e mamme che in una situazione già di disagio non se la sono sentita di imporre un no al loro figlio. Eppure la strada per il pronto soccorso avrebbero potuto batterla nei giorni successivi rimettendo al suo posto ciò che è servito di conforto al proprio figlio.

Il libri ed i giocattoli raccolti dai volontari del Laboratorio Democratico Cecinese sono serviti per arricchire le biblioteche di tre unità operative (una è il pronto soccorso). Sono stati direttamente gli iscritti del Ldc a raccogliere i libri attraverso un porta a porta ma anche dopo un lancio dell’iniziativa fatto attraverso i social network. La risposta è stata incoraggiante ed in pochi mesi sono stati raccolti centinaia di volumi, tutti i buono stato di conservazione. Al punto che l’associazione ha un fondo disponibile, anche di giocattoli, che sarebbe intenzionata ad utilizzare per riempire gli spazi vuoti negli scaffali. A chi guarda a ciò che resta del lavoro che lo ha visto impegnato come volontario scappa una considerazione: «Il pronto soccorso è un porto di mare e non ci sono controlli per evitare che libri o giocattoli, tra l’altro tutti di grandi dimensioni, vengano portati via». Nessuno pensa alla parola furto. L’episodio viene associato all’inciviltà di chi non riesce a riconoscere che come nella sua esperienza libri e giocattoli possono essere un valore anche per gli altri. «Abbiamo preso contatto prima dell’estate con al dirigenza dell’ospedale – dice il presidente di Ldc Francesco Conti – e siamo riusciti a fare un piccolo aggiornamento del patrimonio librario. Adesso si tratta di far ripartire l’iter per la donazione che richiede tempo. Vorremmo anche avviare la pratica delle letture nei reparti a lunga degenza, ma non è semplice».

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