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Ordine del giorno sulla riforma costituzionale
CECINA. Depositato l’ordine del giorno sulla riforma costituzionale a firma del capogruppo di Cecina insieme Lorenzo Gasperini. «Il Paese si trova di fronte al drammatico rischio di ritrovarsi una...
CECINA. Depositato l’ordine del giorno sulla riforma costituzionale a firma del capogruppo di Cecina insieme Lorenzo Gasperini. «Il Paese si trova di fronte al drammatico rischio di ritrovarsi una Costituzione illiberale, autoritaria, centralista e sottomessa all’arbitrio straniero e internazionale – dice Gasperini –. Se da sempre riteniamo che il testo costituzionale abbisogni di modifiche, siamo d’altronde sicuri che non si tratti della degenerazione nichilista e centrocratica voluta da Renzi. Per questo abbiamo depositato agli atti per il prossimo consiglio comunale l’ordine del giorno sul tema, ovvero un testo su cui il consiglio potrà dibattere e su cui poi si delibererà con una votazione, esprimendo alla cittadinanza e alle più alte cariche dello Stato il proprio giudizio».
«La riforma costituzionale riduce i poteri degli elettori, non abolendo il Senato e inventandone semmai uno nuovo nominato dai partiti attraverso i consiglieri regionali, oltre a prevedere la triplicazione del numero di firme di cui i cittadini avranno bisogno per presentare al Parlamento una proposta legislativa di iniziativa popolare –sostiene Gasperini –. Come se non bastasse, saranno dati nuovi strumenti al Governo per dettare l'agenda dei lavori della Camera; che Renzi non sia nuovo a forzature dirigistiche lo sappiamo, basti vedere l’abuso dello strumento della questione di fiducia, addirittura su temi di sensibilità etica come il matrimonio omosessuale, temi che per eccellenza abbisognano di libera discussione senza pressioni da efficientismo governativo». Fermo sul votare no al referendum di dicembre Gasperini sottolinea che «con questa riforma il premier di Rignano sull’Arno chiede di più e vuole ottenere una svolta epocale nell’equilibrio classico tra i tre poteri fondamentali dello Stato: legislativo, esecutivo e giudiziario».
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