Il Tirreno

Dimessa, ma nel referto le analisi di altri

di Elisa Pastore

Donna di Pastina denuncia un caso dopo il ricovero per una frattura all’ospedale di Empoli

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Dieci giorni di ricovero ospedaliero. Di tac, analisi e accertamenti per una frattura all'omero destro. Poi le dimissioni, con tanto di lettera firmata dal medico e tutti i documenti sanitari personali. O almeno, quelli che la protagonista della singolare disavventura credeva tali dal momento che dopo alcuni giorni scopre appartenere ad altre due pazienti. Ad una giovane ragazza e ad un signore anziano. Dei suoi, invece, nemmeno la traccia.

Un caso eclatante accaduto alla signora Manuela Iori, che a casa a Pastina ma è residente nella frazione di San Romano. «Un fatto molto grave e preoccupante - che ha deciso di denunciare pubblicamente - con la speranza che in futuro l'azienda sanitaria possa quantomeno fare più attenzione». Un errore, di fatto - quello dell'azienda Usl 11 di Empoli - commesso durante una procedura che dovrebbe invece salvaguardare costantemente la sicurezza e la privacy dei pazienti. «Come sono finite le analisi di altre persone all'interno della mia documentazione? E, soprattutto, che fine hanno fatto i miei risultati?». Domande che la signora Manuela Iori si ripete ormai da giorni. Da quando, lo scorso 27 ottobre è stata dimessa dall'ospedale di Empoli con una frattura alla spalla destra e l'obbligo di portare il tutore al braccio per circa un mese. «Quando sono caduta, martedì 18 ottobre - racconta - ero a Cecina per cui mi hanno subito portata in ambulanza al pronto soccorso cittadino. Accertata la frattura e vista la necessità di un ricovero ho chiesto di essere trasferita ad Empoli, l'ospedale più vicino per i miei parenti». Durante i giorni presso la struttura sanitaria ha poi fatto tutti gli accertamenti del caso, tra cui la tac e le analisi del sangue. «Durante le dimissioni non ho cercato da subito il mio nome nei fogli - spiega ancora - dal momento che davamo per scontato che fossero i miei risultati. Ci siamo inoltre allarmati scoprendo che avevo il glucosio molto alto mentre io non sono mai stata diabetica». Una preoccupazione che si è poco dopo trasformata in incredulità. Che ha lasciato di stucco tutti.

«Una volta accertati i normali valori del glucosio avevo finalmente deciso di riporre tutta la documentazione in una cartella. Fortunatamente mi sono però accorta in quel momento, con mio grande stupore che non erano i miei documenti sanitari ma quelli di altre due persone. Non una soltanto. Risultati, peraltro, molto personali. Di analisi del sangue e di un elettrocardiogramma. Un episodio grave - conclude - che merita di essere denunciato e portato all'attenzione dell'opinione pubblica».

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