Il Tirreno

«Così l’economia entra in classe»

di Silvia Quaglierini
«Così l’economia entra in classe»

Daniela Tramontani, dirigente Primo Circolo Le novità? Prima di tutto il curriculo d’istituto

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ROSIGNANO. Ad un anno dal suo insediamento abbiamo incontrato Daniela Tramontani, la dirigente del Primo circolo didattico di Rosignano, il circolo più grande del comune, che vanta sei scuole tra elementari e materne. Classe 1961, nata e cresciuta a Rosignano, la professoressa Tramontani ha frequentato lei stessa la scuola primaria Ernesto Solvay, che dirige dal settembre 2015. Dal curriculo d’istituto all’introduzione di novità didattiche (l’economia e la robotica che si affacciano anche nella scuola primaria), ecco cosa ha introdotto Daniela Tramontani.

Ci parli della sua storia professionale.

«Dopo la laurea in filosofia all’Università di Pisa ho scelto di fare concorsi soltanto in questa materia, per licei e istituti magistrali. Ho rischiato di rimanere disoccupata, perché non c’erano posti per filosofia, ma ho superato i concorsi a cattedra entrando di ruolo. La cattedra assegnatami era lontana, ad Arcidosso e Castel del Piano, ma non mi importava e rifarei lo stesso. Praticamente sono entrata nel liceo a 15 anni e non sono più uscita».

Quali novità ha introdotto nel suo circolo in questo anno di servizio?

«Ho voluto creare prima di tutto il curricolo di istituto, uno strumento fondamentale per la didattica. E’ una sequenza in termini di conoscenza, abilità e competenze, come stabiliscono i documenti europei, e nostri ministeriali, di tutti gli argomenti delle discipline che si insegnano a scuola».

Con quali criteri vengono scelti i progetti didattici? E lei quali ha adottato per questo istituto?

«Il progetto deve essere legato strategicamente al curricolo d’istituto. Non mi piace l’idea di una scuola “progettificio”. Nessuno qui può fare il progetto che gli viene in mente o che è di moda. Non siamo a vendere un’immagine, ma a dare un servizio di sobrietà, intelligenza e solidità. L’educazione economica e finanziaria è una bella novità che abbiamo inserito nei programmi. Un’altra è la robotica ed il coding. I bambini iniziano a lavorare con la logica di programmazione del computer. Un’altra materia che mi sta a cuore è l’educazione artistica. E’ fondamentale che i bambini abbiano un rapporto forte con la bellezza, non solo naturale ma anche artistica, come patrimonio costruito dall’uomo, di cui devono diventare custodi».

Il piano assunzionale della legge 107 ha fatto sì che questo anno scolastico si aprisse all’insegna dell’ emergenza organico docenti».Come l’ha gestita?

«Qui abbiamo le compresenze, quindi le classi difficilmente restano scoperte. Solo in due occasioni ho dovuto sospendere le lezioni in due classi perché non c’erano docenti. In effetti anche per noi è stato un inizio anno molto problematico, perché ho incaricato tredici docenti per chiamata diretta e poi alcuni di loro se ne sono andati in assegnazione provvisoria e ho dovuto sostituirli con le supplenze. Con il piano assunzionale si è creata un’onda anomala del piano di mobilità che ha creato problemi logistici a tutto il sistema scuola. Nonostante tutto, però, lo considero positivo perchè ha prosciugato le graduatorie dando lavoro a tempo indeterminato a tanti precari.

Ogni anno si ripresenta il problema del peso degli zaini…

«Penso che si possa ovviare con la digitalizzazione, anche se la carta non potrà essere mai completamente sostituita».

Cosa si augura per i suoi alunni?

«Mi auguro che ci sia occupazione nel paese. Che valga la pena studiare per avere un lavoro e che i ragazzi sappiano assumersi il rischio di scegliere le cose per passione ed andare fino in fondo. Mi auguro che facciano scelte sfidanti, proprio come ho fatto io. La sfida è un atto di fiducia nel futuro del paese, ma serve un “sistema paese” atto a riceverla. Bisogna costruirlo tutti insieme. Io lo faccio quotidianamente, insieme alle mie docenti, scommettendo su un tipo di scuola che punta sulla qualità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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