Il presidio
«L’integrazione si costruisce Cecina insegna»
Documento Pd dopo l’assemblea con Lippi Costantino: strumentalizzare non serve
CECINA. A parte Edoardo Battini, segretario della Guido Rossa, intervenuto sul Tirreno, il Partito democratico non aveva ancora detto la sua sul caso di via Perugia e sulla decisione del sindaco Lippi di appoggiare i residenti contro la proposta dell’Arci di inserire una decina di profughi in un condominio. La posizione del Pd è arrivata venerdì sera, 28 ottobre: il partito ha votato un documento durante un’assemblea con la deputata Maria Grazia Rocchi. Si parlava del Sì al referendum costituzionale, ma prima si è affrontato il caso profughi. Presente anche Lippi in doppia veste, di sindaco e di membro dell’assemblea Pd, il primo cittadino ha raccontato quello che era successo e al termine l’assemblea ha votato un documento all’unanimità. In cui, dopo una lunga analisi del fenomeno migratorio e del problema umano dei profughi, si ricordano i casi recenti di Capalbio e soprattutto di Gorino, con le barricate degli abitanti contro un pullman di 12 donne e bambini. Casi, scrive il Pd «che ci danno il termometro di una situazione purtroppo insostenibile. Anche a Cecina nei giorni scorsi, alcuni cittadini hanno alzato la voce perché rifiutavano l'insediamento di alcuni profughi in un condominio - scrive ancora il Pd - ed è significativo che ciò accada nel nostro comune, che da mesi ospita 92 profughi presso strutture concordate con la Prefettura, e che sono stati inseriti in programmi di lavori di pubblica utilità coniugando la socializzazione, l'apprendimento di un mestiere e soprattutto l'integrazione con la città. Questo è indubbiamente un esempio di doppia integrazione, sia per i profughi ma anche per i cittadini, perché la condivisione e la conoscenza reciproca porta ad abbattere tante barriere fatte di paura, sospetti e credenze spesso errate e/o costruite ad arte per creare divisione sociale». Commenta il coordinatore-traghettatore del Pd cecinese Giuseppe Costantino, «non serve strumentalizzare: il fenomeno va affrontato con attenzione, sia alle esigenze dei profughi che a quelle dei residenti, per non creare pericolose tensioni».
Nel documento si ricorda ancora che «il modello dell'accoglienza diffusa, voluto dalla Regione Toscana, è la giusta riposta perché ha permesso fino ad ora per 8,733 richiedenti asilo, di essere distribuiti in piccoli gruppi in 638 strutture diverse, distribuite per comuni, offrendo una sistemazione dignitosa, riducendo i problemi di convivenza e garantendo una facile integrazione. Cecina, in sintonia con la linea regionale sta facendo la sua parte, ospitando profughi anche in numero superiore alla normale distribuzione, collocandoli in strutture che rispondono alla caratteristiche richieste e che garantiscono dignità a persone che si trovano costretti a fuggire dalle persecuzioni, dando loro un'opportunità di riscatto e di dignità inserendoli in programmi di socializzazione e di acquisizione di conoscenze aggiuntive. Tutto questo deve avvenire tenendo di conto della popolazione residente, creando un clima di convivenza e di integrazione reciproca, perché questa non si costruisce inasprendo le relazioni, ma con l'uso del buon senso». Il Pd respinge «ogni forma di strumentalizzazione politica che non porta alcun giovamento a questo sistema di convivenza che fino ad oggi ha funzionato» e si dice «profondamente distante dalle posizioni di coloro che hanno liquidato la questione profughi ed Arci con la convenienza economica. La voglia di strumentalizzare ad ogni costo, il fomentare l'aggressività e il senso del respingimento verso chi è diverso, il lucrare politicamente per garantirsi 5 minuti di visibilità, fa danni molto gravi che mettono in crisi un intero sistema sociale, che altri cercano con molta fatica di costruire».
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