Il presidio
«Parentopoli? Accuse infondate»
Crom, la consigliera Marini replica ai grillini sulla nomina della madre: interessi familiari inesistenti
ROSIGNANO. Parentopoli in salsa Pd, come accusa neppure troppo velatamente il Movimento 5 Stelle? O una nomina legittima, corretta, inoppugnabile come assicura il sindaco Alessandro Franchi?
Di certo, a scaldare la temperatura della seduta di giovedì scorso, ci ha pensato un’interpellanza presentata dai consiglieri grillini Serretti, Settino e Becherini. Oggetto la nomina della dottoressa Elisa Tascini nel cda di Crom (la società ce si occupa della gestione delle farmacie comunali e dei cimiteri) e più precisamente presidente della società in-house del Comune di Rosignano. L’incompatibilità, per i 5 Stelle, starebbe nel fatto che la Tascini è la madre della consigliera comunale Pd Camilla Marini che è anche presidente della commissione consiliare sociale. In consiglio, in risposta ai consiglieri pentastellati, è intervenuto il sindaco. Che ha difeso la nomina, specificando di ritenere quel consiglio d’amministrazione all’altezza per una società dell’amministrazione comunale.
Ed ha controbattuto all’accusa della Parentepoli negando qualsiasi tipo di implicazione e connessione fra la scelta della dottoressa Tascini ed il ruolo di consigliera comunlae ricoperto dalla figlia. Ma sul punto la stessa Marini, tirata in ballo nell’inetrpellanza, ha voluto dire la sua.
«Credo utile e opportuno rispondere nel merito - afferma la consigliera Pd - poiché in quanto eletta dai cittadini ,ritengo necessario prima di tutto fornire le corrette informazioni a coloro che mi hanno eletto. La supposta incompatibilità adombrata nell'interpellanza del consigliere Comunale Francesco Serretti è priva di qualsiasi validità e sostegno giuridico e poiché la commissione consiliare II non si occupa né delle scelte gestorie né di politica economica della società in questione, ben dovrebbero saperlo i commissari, come la consigliera Becherini, che ne fanno parte».
Per la Marini è dunque “assurdo poi ipotizzare, ma chi lo fa non si preoccupa minimamente della veridicità dei fatti, una possibile responsabilità nell'esercizio del mio mandato di consigliere eletto nel 2014, a tutela di inesistenti interessi familiari dal momento che mia madre lavora dal 2007 in una società i cui atti relativi alla gestione del personale non sono né deliberati né votati dal consiglio comunale di Rosignano Marittimo».
«Allo stesso tempo - conclude la consigliera Marini - il ruolo istituzionale di consigliere richiede imparzialità e correttezza , doti che io ho sempre manifestato nella mia attività e che fanno parte del mio personale bagaglio culturale e non sono pertanto disposta ad accettare da chiunque lezioni di moralità e di correttezza istituzionale, soprattutto da chi fa delle accuse assurde e dei sospetti offensivi metodo continuo di attività politica».
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