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«Orgoglioso dei condomini» Tinti attacca Bini e l’Arci

«Orgoglioso dei condomini» Tinti attacca Bini e l’Arci

L’esponente di Alleanza per Cecina: «Lippi ha preso la decisione giusta L’associazione chiarisca chi voleva mettere dentro a quegli appartamenti»

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CECINA. Accuse all’Arci, solidarietà ai condomini di via Perugia e plauso al sindaco Lippi. Da Alleanza per Cecina, attraverso Alessandro Tinti (ex candidato al consiglio comunale nella lista a sostegno di Paolo Barabino) arriva una bordata all’associazione diretta da Claudia Franconi. «Intanto voglio sottolineare che i cecinesi, come gli italiani, non sono razzisti, ma hanno paura dell’immigrazione - dice Tinti - . Non perché sono ostili ai migranti ma perché vedono che il fenomeno è gestito male e toglie serenità ai cittadini. C’è da essere orgogliosi della reazione dei condomini di via Perugia, che si sono ribellati a un’imposizione perché non si sentivano sicuri». Tinti attacca: «Si percepisce bene che dietro al fenomeno immigrazione c’è un fatto economico, c’è speculazione. Sappiamo quanto costano i profughi e che associazioni come l’Arci hanno tutto il vantaggio a gestirli. Ma la macchina dell’integrazione si fa funzionare legando i diritti ai doveri, che comprendono la coscienza e il rispetto dei nostri valori, a cominciare dall’uguaglianza tra uomo e donna».

Tinti difende il sindaco Samuele Lippi. «Leggendo i giornali e Facebook - dice - sono rimasto amareggiato. Io sono un avversario politico di Lippi, ma quando una decisione è fatta bene non c’è bandiera o colore politico. Questo vale per gli immigrati come per la sanità: Lippi si è comportato da primo cittadino e ha tutelato i cittadini con una scelta coraggiosa. Sono sconcertato da Bini (Sinistra italiana, ndr): dice che Lippi deve chiarire se è il sindaco del Pd o della Lega? Ma Lippi è il sindaco di tutti i cecinesi, non conta il colore politico, e se è del Pd non deve dare vantaggi alla sua parte perché tutti pagano le stesse tasse e hanno gli stessi diritti. Bini sbaglia a strumentalizzare: dire che Lippi è razzista è come dire che Berlinguer è fascista... questa è campagna elettorale ma in anticipo di due anni e mezzo».

E da qui parte l’attacco all’Arci. «Bini - sostiene Tinti, citando l’intervento di Sinistra italiana - dice di voler aprire un confronto con le associazioni. Io invece rimango perplesso che la prefettura abbia contattato direttamente l’Arci sulla questione senza informarne il sindaco. Vorrei sapere se questo davvero corrisponde a verità, perché sarebbe insolito rispetto alle procedure. E vorrei sapere chi voleva mettere l’Arci dentro al condominio di via Perugia, se erano davvero profughi. E chi gli ha dato il mandato. Ipocrita anche strumentalizzare la frase di Lippi sugli ingressi indipendenti. Qualcuno su Facebook che grida allo scandalo ha appoggiato Barabino al ballottaggio, se lo avesse fatto lui che avrebbe detto? Queste ipocrisie, come certi personaggi, hanno fatto il loro tempo. Lascino il campo ai giovani». (m.m.)

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