Il presidio
La moglie di Bucci: «È stato male, non posso perdonare»
CECINA. «Non posso perdonare quello che hanno fatto a me e alla mia famiglia». Cinque giorni dopo la morte di Alessandro Bucci, l’imprenditore cecinese che è scomparso la scorsa settimana all’età di...
CECINA. «Non posso perdonare quello che hanno fatto a me e alla mia famiglia». Cinque giorni dopo la morte di Alessandro Bucci, l’imprenditore cecinese che è scomparso la scorsa settimana all’età di 56 anni, la moglie Natalia Khokhlova non riesce a trattenere il dolore. Lei che soltanto domenica, dopo la celebrazione del funerale e il percorso per la cremazione, ha reso pubblica la notizia del decesso tramite un post su Fb. Un messaggio in cui racconta il suo dolore per la morte del marito, ricordando come Bucci abbia sofferto molto a causa di un episodio di cui la donna è stata vittima. La signora Natalia, che insieme al marito viveva a Lustignano, lo scorso 8 ottobre ha denunciato di essere stata aggredita nel suo podere da tre cacciatori. Uno di loro aveva ucciso una lepre nel suo terreno, ne è nata una discussione e l’uomo l’avrebbe colpita col calcio del fucile alla testa. La donna è stata ricoverata all’ospedale di Cisanello, dove è stata trasportata dall’elicottero del 118 per un sospetto trauma cranico. I tre uomini, che hanno fornito però una versione diversa dell’accaduto, dicendo che la donna è caduta sbattendo la testa, sono stati denunciati per lesioni personali. «Mio marito - ricorda la signora - non è riuscito a sopportare il dolore che ha provato quando mi hanno percosso. Nei giorni prima dell’episodio stava bene, prendeva le sue medicine e non ha mai manifestato problemi particolari».
Alessandro Bucci aveva sofferto molto per l’accaduto, lo aveva scritto nei giorni successi sulla sua pagina Facebook. «Mio marito - racconta - era malato di cuore ma da tempo non aveva avuto particolari problemi. Prendeva le sue medicine e anche nei giorni prima dell’aggressione stava bene. Nei giorni dopo quell’episodio invece era molto nervoso, non riusciva a dormire la notte. Stava malissimo».
La signora Natalia dice di «credere nella giustizia, ma di essere molto triste e amareggiata. Lui aveva fatto denuncia dopo che mi hanno picchiata e poi il suo cuore non ce l’ha fatta a sopportare tutta la sofferenza. Io non posso dimenticare quanto è stato male mio marito e come è morto».
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