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Venti pasti al giorno mano tesa a chi ha bisogno
Le giacenze delle mense scolastiche e dell’ospedale non finiscono nel cassonetto Accordo dell’associazione con la Serenissima, il cibo in un furgone coibentato
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CECINA. Venti pasti al giorno. Venti pasti, che vengono consegnati a domicilio direttamente nelle abitazioni di cittadini in difficoltà invece di essere buttati nei cassonetti. Un percorso virtuoso, che dalle mense di scuole e ospedale entra nelle case di singoli cittadini o intere famiglia in difficoltà economiche. Un percorso virtuoso aiutato dalla legge 166 del 14 settembre scorso, che snellisce le procedure burocratiche per donare il cibo invenduto o in scadenza. Non solo: offre la possibilità a ristoranti, mense, supermercati, alimentari, di usufruire di sgravi fiscali. Una realtà che apre ad una platea variegata e offre diverse possibilità a quelle associazioni che gestiscono la distribuzione degli alimenti alle famiglie che si trovano in condizioni economiche disagiate. Come fa l'Auser a Cecina, da diversi anni. La nuova legge ha ampliato la platea dei possibili distributori, così come è successo per la Serenissima, la società che gestisce le mense scolastiche e quella ospedaliera, che ora, grazie ad una convenzione con Auser e amministrazione comunale può mettere da parte gli alimenti che non vengono consumati e donarli direttamente. «Un'attività che svolgiamo da diversi anni grazie alla legge cosiddetta 'Buon Samaritano' - spiega il Presidente Auser, Giuseppe Bernardo, l'associazione onlus no profit che da 25 anni si occupa di attività di volontariato sul territorio - in collaborazione con Coop Tirreno e alcuni Conad».
Anni durante i quali la richiesta di servizi assistenziali di questi tipo è aumentata, fino ad arrivare a coprire le esigenze di 46 famiglie, alcuni dei quali composti anche da 6 persone, e 33 ingoli, italiani per il 70%. «Siamo perciò arrivati, negli anni scorsi, alla stipula di un protocollo d'intesa tra Coop, Comune e Auser, grazie al quale noi tutte le mattine ritiriamo i prodotti gastronomici invenduti, quelli in scadenza e le insalate». Un volontario provvede, successivamente al ritiro, allo smistamento in base alle esigenze e alla grandezza dei vari nuclei e alla consegna a domicilia "utilizzando un furgoncino coibentato, dotato di frigorifero, per cui - sottolinea Bernardo - assolutamente in regola. Abbiamo seguito i corsi Hccp e tutto viene conservato a norma di legge". Fino al mese scorso, quando l'approvazione della nuova legge ha aumentato la platea dei potenziali donatori di cibo che, nella maggior parte dei casi, viene smaltito nei cassonetti. «Il 22 settembre scorso, in un incontro con l'amministrazione comunale, è venuta fuori la possibilità offerta dalla Serenissima, alla quale il sindaco ha chiesto di donare i pasti inutilizzati. Perciò ci siamo organizzati con l'acquisto delle vaschette per fare le porzioni, che vengono consegnate dalle 13.30 in poi. Anche un panificio, grazie alla nuova normativa, ha iniziato a fornirci gli avanzi».
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