Il presidio
Sull’eco addome al via il progetto anti-code
Dal 2017 parte la sperimentazione Open access per abbattere le liste d’attesa Suddivise visite programmate e nuove, manca l’accordo con i medici di base
CECINA. Per garantire un abbattimento delle liste d’attesa partirà la sperimentazione del servizio di open access. Che in un primo momento riguarderà esclusivamente le ecografie all’addome. «Che rappresentano - assicura la direttrice della Usl Toscana nord-ovest - il 60% delle ecografie richieste, quindi un campione fondamentale».
La De Lauretis ricorda anche come «la Regione «nel 2014 stanziò 10 milioni di euro per abbattere le liste di attesa. Sul momento c’è stato un miglioramento ma poi oggi siamo nelle stesse condizioni. Così nei prossimi giorni la Regione dovrebbe deliberare un atto di indirizzo per le aziende sanitarie riguardante le liste d’attesa. Si va a modificare due cose, togliere dal Cup come lo intendiamo oggi tutti gli esami programmati, che “intasano” il sistema e ritardano quelli estemporanei. Quindi visite ed esami programmati per i vari settori tipo oncologico, materno-infantile sarà gestito dai reparti con agende separate. Inoltre, per quanto riguarda le richieste di esami fatte dai medici curanti ci sarebbe l’orientamento di dividere le agende tra pazienti cronici (diabetici e malattie cardiache) e diagnostica “estemporanea”. L’obiettivo è che siano i medici di base stessi a prenotare, chiaramente con l’aiuto del personale adeguato. Il personale Cup si potrà riconvertire per questo tipo di attività. Certo per fare questo manca ancora l’accordo dei medici di base».
Quanto ai tempi di avvio del metodo open-access la direttrice dell’azienda sanitaria spiega che l’intenzione «è quella di avviare la sperimentazione nel primo trimestre del 2017». Sperimentazione che riguarderà le ecografie all’addome e che deve essere organizzata. «L’azienda ospedaliera di Pisa - dice De Lauretis - per abbattere le liste di attesa (lo ha fatto su visite cardiologiche, ecografie all’addome, ed entro fine 2016 lancerà anche tutte le tipologie di eco e poi le Tac). Prima di tutto hanno eliminato da Cup le richieste di eco in arrivo da specialisti interni, attrezzando l’ospedale così da gestire la richiesta tramite reparto. Poi sono state censite le prescrizioni dei medici di base e si è tarata l’offerta sulla base della richiesta, adesso in quella zona si riesce ad avere una ecografia in tempi stretti, nell’arco di tre giorni».
Una innovazione fondamentale. «Per ora partiamo con l’eco addome - termina De Lauretis - Certo dobbiamo imparare, dato che si tratta di una è cosa che ha fatto l’Aoup, noi l’abbiamo soltanto aiutata e dobbiamo riprendere da loro il modello organizzativo».(a.c.)
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