Il presidio
Quei fuochi in discarica già segnalati
I residenti: «Strani incendi almeno da 4 anni» Ma in consiglio comunale nessun dibattito
ROSIGNANO. Ci sono persone, residenti e non, che possono testimoniare che lo svilupparsi di fuochi all’interno del perimetro della discarica di Scapigliato non è un fenomeno limitato agli anni 2013-2015, ma risale almeno a quattro-cinque anni fa. Gli stessi avevano già segnalato preoccupanti episodi, alcuni dei quali sono stati raccolti anche da consiglieri comunali e comitati cittadini.
Incendi inseriti in un dosser sui miasmi e la qualità della vita nell’area circostante l’impianto gestito da Rea. Di questo aspetto ne ha parlato Maria Grazia Angeli, consigliera di Forza Italia, nel consiglio comunale del 27 settembre scorso, discutendo la mozione da lei presentata insieme all’interpellanza dei consiglieri 5 Stelle Becherini, Settino, Serretti, dopo la notizia deol coinvolgimento di Rea nell’inchiesta della Dda fiorentina sullo smaltimento illecito di fanghi nelle campagne toscana. Un filone dell’indagine ha toccato l’ex municipalizzata rosignanese relativamente allo smaltimento di pulper (residuo delle cartiere lucchesi) come copertura del fronte della discarica. Ed è costato le dimissioni di Lilia Benini, ex presidente di Rea Impianti, indagata ed interdetta per 6 mesi dall’esercizio dell’attività.
«Da tempo - dice Angeli - i residenti lamentavano oltre ai cattivi odori, i fuochi accesi che vedevano apparire in discarica e ne avevano forte timore». «Non c’è mai stato ascolto da parte dell’amministrazione comunale e della dirigenza Rea». Serretti (M5S) nell’ultimo consiglio ha chiesto se siano mai stati fatti “doverosi approfondimenti sugli incendi del 28 marzo e del 21 aprile 2015». Ma secondo alcuni consiglieri di opposizione si dovrebbero spostare le lancette di qualche anno prima e fare chiarezza anche su altri incendi, sempre che possano essere legati alle stesse cause di quelli del 2015. Il sindaco Alessandro Franchi, in occasione della discussione sulle mozioni, espresse massima fiducia nella magistratura ma rivendicò l’importanza di una gestione pubblica del ciclo dei rifiuti proprio perché la stessa avrebbe garantito sicurezza ed interesse pubblico.
Un dibattito vero e proprio, tuttavia, non c’è stato, specialmente a seguito della bocciatura della richiesta - fatta dalla consigliera Serena Mancini - di istituire una commissione d’inchiesta che facesse luce sulla vicenda. Bocciata con l’astensione di parte dell’opposizione.
«Da allora non si sa più nulla», dice oggi Mancini, ce ricorda come sulla vicenda rifiuti-Rea avesse già presentato, un anno prima, un esposto alla Procura e fosse stata ascoltata in merito dalla polizia giudiziaria.
Intanto l’inchiesta va avanti. A Firenze sono già stati ascoltati alcuni degli indagati ma l’aspetto su cui si deve fare chiarezza, per sgombrare il campo da dubbi ed incertezze, è il ruolo di Rea in questa vicenda. Se chi guidava l’azienda fosse stato consapevole che i rifiuti speciali qualificati come carta e cartone (codice Cer 0330307) non fossero idonei ad essere utilizzati per coprire l’impianto (perché come ravvisato da Arpat carichi di idrocarburi in concentrazioni ben superiori ai limiti di legge).
O se, viceversa, nessuno sapesse ed allora Rea sarebbe “vittima” di un sistema di smaltimento illegale partorito in altre sedi. Questo, perlomeno, ritiene Lilia Benini che ha sempre dichiarato la propria totale estraneità ai fatti contestati, ricordando come l’utilizzo del pulper per la copertura fosse stato regolarmente autorizzato dalla Provincia di Livorno e come, dal 15 giugno del 2015 - dopo la nota dell’Arpat - lo stesso scarto di lavorazione non fosse stato più usato. Restano da capire gli impatti di queste combustioni sull’area circostante. E se c’è un legame tra i roghi segnalati prima del 2015 e l’utilizzo dello stesso pulper in discarica. Chi vive o ha vissuto nella zona potrebbe volerlo sapere.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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