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Provincia batte cassa, il Comune non paga il contributo rifiuti

La sede del Comune di Castellina
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La sede del Comune di Castellina

Castellina: la provincia di Pisa chiede al Comune di Castellina 18.409 euro. E, se l’amministrazione collinare non provvederà a pagare al più presto, partirà la riscossione coatta

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CASTELLINA. La Provincia di Pisa chiede al Comune di Castellina 18.409 euro. E, se l’amministrazione collinare non provvederà a pagare al più presto, partirà la riscossione coatta. Tutto è legato al mancato pagamento, da parte del Comune di Castellina, della Tefa relativa all’anno 2015. Il tributo annuale, come si legge anche nella determina 1445 emessa nei giorni scorsi dalla Provincia di Pisa, è una somma a favore delle Province per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene ambientale.

Il Tefa, sulla base delle normative vigenti, viene determinato tra l’1% e il 5% delle tariffe per unità di superficie della Tarsu (tariffa comunale per lo smaltimento dei rifiuti urbani) poi divenuta Tia, Tares ed infine Tari. Nella determina si ricorda che «il tributo provinciale Tefa è sempre rimasto applicabile», e si sottolinea come «con delibera di giunta provinciale 24 del 15 febbraio 2012 si disponeva l’aumento dell’aliquota provinciale del tributo Tefa dal 2,5 al 5%».

Mentre altri Comuni pisani hanno sottoscritto un accordo con la Provincia per il pagamento quadrimestrale del Tefa, per Castellina ed alter amministrazioni «è rimasto vigente il termine mensile di riversamenti del tributo».

La Provincia di Pisa ha quindi appurato che, per il 2015, il Comune di Castellina avrebbe dovuto pagare 18.409 euro come contributo Tefa. Soldi che la Provincia ha accertato di non aver ricevuto. «Considerato che - si legge nella determina della Provincia - nonostante le richieste fatte al Comune di Castellina di provvedere al versamento nelle casse provinciali - richieste avvenute con lettere del 25 febbraio, 15 luglio e 27 settembre di quest’anno tramite Pec, non è stato provveduto al pagamento».

Ecco che la Provincia considera la determina approvata nei giorni scorsi come atto di messa in mora e intima al Comune collinare di pagare entro 30 giorni. In caso contrario la Provincia di riserva l’esecuzione coattiva del credito, senza alcun ulteriore avviso.

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