Il Tirreno

Cecina: vandali rompono il vetro del tabernacolo

di Michele Falorni
La statua della Madonna all'ingresso di Cecina danneggiata dai vandali
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La statua della Madonna all'ingresso di Cecina danneggiata dai vandali

Cecina: vandali danneggiano il vetro del tabernacolo con una bottiglia

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CECINA. Per i cecinesi la statua della Madonna al ponte è un'istituzione. Accoglie i visitatori e li benedice appena questi entrano nella nostra città. Purtroppo, ma non è la prima volta, nei giorni scorsi è stata danneggiata.

Qualcuno, e la bottiglia di birra trovata davanti al basamento lo conferma, ha spaccato la spessa lastra di vetro che ne protegge l'esile figura. Ad accorgersene, lunedì, è stata la signora che, con pazienza e devozione, ogni giorno l'accudisce. Un atto di vigliaccheria che non ha nessuna spiegazione, tanto è vile, offensivo e immotivato. E che lascia senza parole. A don Marco Fabbri non è rimasto che informare i carabinieri e prendere purtroppo atto del brutto episodio, di cui non si conosce l'autore.

"Un gesto non nuovo - ha commentato il sacerdote - legato all'imbarbarimento e alla rabbia in cui vivono certe persone: forse è un segno di solitudine e di disagio. Non possiamo dire di più". Passeggiare davanti al piccolo giardino che accoglie la statua è umiliante ben oltre il messaggio che la Madonna trasmette. Non c'entrano solo i valori che diffonde e rappresenta, il Cristianesimo e la cristianità, ma la mancanza di cultura e quindi di tolleranza e rispetto. E' la seconda volta in cinque mesi che il simulacro viene danneggiato. Il primo di maggio, una signora moldava alla guida di una Ford fiesta ci ha sbattuto contro poco dopo all'ora di cena. Colpa dei molti bicchieri di vino bevuti durante una festa in compagnia di amici. Per fortuna, nessun guaio.

Due giorni fa, il vetro infranto forse con un sasso. La firma è la bottiglia di birra lasciata tra i fiori. Ieri, un gruppo di anziani che camminava lungo il fiume in cerca di tranquillità commentava sgomento. Comprensibile, hanno vissuto in un altro mondo e non capiscono le ragioni dell'atto, figlio comunque di un certo modo moderno e tremendo di pensare.

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