Il Tirreno

Muffe e danni alle tombe al via i lavori al cimitero di Cecina

di Manolo Morandini
Uno dei padiglioni del cimitero depredato dai ladri di rame
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Uno dei padiglioni del cimitero depredato dai ladri di rame

Cecina, l’intervento per rimediare ai furti di rame avvenuti tra il 2015 e il febbraio scorso. La commemorazione dei defunti dovrà fare i conti con il cantiere in corso

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CECINA. L’ultimo furto, che ha finito per spogliare quasi per intero il padiglione del cimitero nuovo delle lastre di rame della copertura risale alla fine di febbraio. Da allora la situazione si è aggravata. Ma si è dovuti arrivare a metà ottobre per dare il via ai lavori di ripristino delle coperture e risanamento delle parti in muratura ammalorate. Risultato: la commemorazione dei defunti il 2 novembre dovrà fare i conti con la presenza del cantiere.

Non c’è pace per quei defunti sepolti nei porticati spogliati delle coperture. L’acqua piovana da mesi s’infiltra nelle lapidi e nei muri. Muffe e intonaci cadenti. È questo l’indecoroso spettacolo a cui sono costretti i parenti ogni volta che portano un fiore ai propri cari. Qui via della Rimembranza. Almeno tre le incursioni dei ladri di rame a cavallo tra il 2015 e il 2016 che progressivamente hanno spogliato il padiglione di grondaie e lastre di rame della copertura.

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Servono 77.000 euro per rimediare a quei danni. Il conto lo hanno i fatto i tecnici comunali. I soldi necessari per il ripristino delle coperture e risanare la parti in muratura ammalorate sono stati stanziati alla fine di marzo con l’approvazione del bilancio comunale. A maggio, invece, la giunta ha approvato gli elaborati progettuali esecutivi dei lavori. Mentre il 29 luglio è stata indetta la procedura negoziata tra cinque operatori economici per l’appalto del cantiere. La gara si è conclusa alla fine di agosto ma per l’affidamento definitivo alla ditta Frangerini Impresa Srlu di Livorno, che ha offerto un ribasso del 24,50%, si è arrivati al 14 ottobre.

In questi mesi in cui niente è stato fatto per proteggere quelle sepolture c’è anche chi dopo varie segnalazioni al Comune ha presentato un esposto all’Azienda sanitaria indicando i rischi per una possibile emergenza igienica. L’acqua si è fatta strada nelle fessure e strappi nella guaina di copertura lasciate dai ladri. Ed è sufficiente affacciarsi all’interno dei blocchi per imbattersi in intonaci rialzati e pieni di muffa.

Il progetto di riqualificazione dei nuovi padiglioni prevede di eliminare le parti in rame. Quel poco che ne resta. E di sostituirlo con lastre di lamiera zincata. Inoltre, per evitare che qualche ladro maldestro cada in equivoco saranno di un colore diverso dal rame. C’è la vigilanza notturna per contrastare i furti, ma l’amministrazione comunale sta valutando di proteggere l’intera struttura con l’installazione di barriere a infrarossi, capaci di segnalare l’azione dei ladri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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