Il presidio
«Con la riforma stop inefficienze»
La vicepresidente del Senato Fedeli ha spiegato le ragioni del Sì
ROSIGNANO. Non solo uno “spot” per il Sì al referendum costituzionale, ma anche un modo in cui tastare fisicamente il polso alla cittadinanza, che ha partecipato, un centinaio in tutto i presenti nonostante il maltempo, all’incontro organizzato al centro culturale Le Creste. Si è tenuto giovedì 13 “L’Italia che dice sì”, l’incontro organizzato dal Pd locale, moderato dal segretario dell’Unione comunale del Pd Rosignano Francesco Bartalesi, e a cui ha partecipato anche il segretario del Pd Livorno Lorenzo Bacci, che ha visto protagonista la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli. La vicepresidente ha parlato dei motivi per cui, secondo lei, questa riforma va sostenuta con convinzione, sottolineando quanto sia importante avere corrette informazioni e capire il contesto nel quale nasce. «Un riforma che prevede il superamento del bicameralismo perfetto- ha commentato la senatrice – che, tanto per fare un esempio, era al punto 4 dell’Ulivo del 1995. Quindi in un periodo in cui tutti erano d’accordo, anche coloro che adesso sbandierano il no». Un altro punto riguarda il numero delle persone che fanno politica, oltre che i costi della stessa. «C’è un problema di lentezza del ping pong che le leggi devono affrontare tra Camera e Senato- ha continuato - La riforma cambierà il modo di fare politica degli enti locali e regionali e vedrà il passaggio a una camera delle autonomie, che sarà espressione dei sindaci e delle stanze del territorio». Se passa il Sì, secondo la senatrice, si risolveranno inoltre nodi come la riduzione dei costi degli apparati politici e dei parlamentari e “«i metterà finalmente mano ad una situazione di inefficienza che con i tempi moderni non è più sostenibile. Non si toccheranno però la magistratura e i poteri del presidente della Repubblica e della Corte costituzionale». La vicepresidente, nel suo intervento, ha ricordato anche il discorso di insediamento del secondo mandato da Presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano, soffermandosi sul passaggio in cui il presidente aveva bacchettato i politici definendo «imperdonabili le mancata riforma elettorale e la mancata riforma della seconda parte della Costituzione». Con una vena d’amarezza, infine, ha commentato l’iniziativa che si è tenuta a Roma e che ha visto protagonisti al solito tavolo Quaglierello, Fini e D’Alema.
«La sensazione è positiva – ha commentato Francesco Bartalesi - c’è entusiasmo e i cittadini, più entrano nel merito della riforma, più si accorgono che è valida. Anzi, indispensabile».
Silvia Quaglierini
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