Il presidio
Dynamo, da Cecina verso i mercati esteri
Un unico sistema che combina la produzione di energia da più fonti rinnovabili e cura del design
CECINA. Indipendenza energetica, rispetto per l’ambiente e design italiano. Le chiavi del sistema innovativo e originale messo a punto dall’azienda cecinese Verde 21 hanno preso forma in una macchina che si basa sulla tecnologia multisorgente per produrre energia pulita. Si può scegliere tra cubo o poliedro. Le due soluzioni, adatte a contesti diversi, entrambe sotto il nome Dynamo verde saranno presentate in occasione di “Italia restartup” l’evento dell’Istituto commercio estero (Ice) che si terrà il 25 e 26 ottobre a Milano. L’agenzia governativa che sostiene l’internazionalizzazione delle imprese italiane ha selezionato anche la realtà cecinese per la due giorni in cui si presentano a investitori internazionali una selezione di imprese innovative.
«L’internazionalizzazione è un orizzonte fondamentale per poter crescere e dare gambe al potenziale del nostro prodotto che si basa sulla tecnologia multisorgente», dice l’amministratore di Verde 21 Amerigo Della Pina. L’idea ha preso forma e si è tradotta in più di un brevetto ed è stata affinata nell’estetica. «Siamo riusciti a ottimizzare la produzione simultanea da più fonti attraverso il sistema degli accumuli di energia – spiega Della Pina –. Riusciamo a ottenere una produzione ottimale combinando i diversi sistemi che lavorano in sinergia». Multisorgente significa sfruttare in un unico impianto il potenziale energetico che può essere ricavato dal sole, il suolo, l’aria e l’acqua. Le superfici dei poliedri in realtà sono fotovoltaiche e hanno la capacità di sfruttare anche l’irraggiamento riflesso. C’è poi il cuore tecnologico della macchina con pompa di calore per garantire la produzione sia di energia termica che elettrica. Il tutto può funzionare anche senza alcuna connessione alla rete elettrica. «Il nostro valore aggiunto è la sinergia attraverso una centralina che riesce a combinare il funzionamento delle diverse tecnologie».
Rinfrescare e raffrescare gli ambienti, avere acqua sanitaria. Il tutto per rendere l’utenza indipendente dalle fonti non rinnovabili. «La nostra scelta è di dare un’estetica gradevole a questi impianti, una sorta di valore aggiunto che può essere speso per esempio da aziende o pubbliche amministrazioni – sostiene Della Pina –. Stiamo chiudendo gli accordi con aziende del territorio per installare tre macchine nella nostra zona».
Un esempio di Dynamo. Il poliedro con le facce a pentagono ha un lato di 1,5 metri ed è alto 3,5 metri. A fronte di un investimento chiavi in mano di 60.000 euro consente di rendere autonomo sul piano energetico un edificio di 1.200 metri quadrati, con un tempo di ritorno dell’investimento di cinque anni. «È il costo di un Suv», dice l’amministratore di Verde 21 per dare un parametro di paragone. «Impieghiamo materiali di uso diffuso e tutto, compreso le viti, è made in Italy. Ed è un aspetto con cui vogliamo caratterizzarci sul mercato».
Manolo Morandini
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