Il presidio
Crepe nel palazzo civico sgomberati i dipendenti
Castagneto Carducci, il trasferimento in un’altra sede avverrà entro l’anno Corsini: «Sono criticità, non un’emergenza». Gragnoli: «Un esempio di degrado»
CASTAGNETO CARDUCCI. Il palazzo civico sarà oggetto di interventi contro il rischio sismico già a partire dal prossimo anno. Entro fine 2016 i 18 dipendenti che vi operano saranno trasferiti altrove. Si tratta di una misura presa dall’amministrazione comunale di Castagneto Carducci a seguito delle operazioni di monitoraggio delle lesioni che lo studio ingegneristico Marconi a concluso a marzo.
Le rilevazioni attestano una situazione di stabilità per quanto riguardava le crepe presenti, ma a seguito delle scosse di terremoto di tre settimane fa di magnitudo 2,5 con epicentro a Pisa, le lesioni si sono aggravate, come spiega l'assessore ai Lavori pubblici Miriano Corsini. «Non c’è nessuna emergenza – afferma Corsini –, ma ci siamo comunque posti questo obiettivo. Le rilevazioni erano partite già con la precedente giunta e, a fine verifica, ci era stata data una tempistica d’intervento tra uno e tre anni. Poi con le scosse recenti alcune lesioni si sono aperte, causando criticità da non sottovalutare. Per questo abbiamo fatto una riunione col personale, spiegando i risultati dello studio e la volontà di procedere a soluzioni di collocamento alternativo, mantenendo il presidio sul capoluogo. Entro fine anno dovremmo riuscirci».
«Dopo l’ispezione abbiamo inoltre scritto alla Regione Toscana per reperire fondi, servono circa 600.000 euro per il restauro – prosegue l’assessore Corsini –. La Regione ha disposto 16 milioni di fondi per interventi ai palazzi sensibili che rientrano in graduatoria, con priorità alla zone a rischio 3, noi siamo in zona 2. Ad ogni modo ci siamo subito mossi per presentare il progetto e contiamo di ottenere parte dei contributi».
«Continua la saga del degrado che colpisce gli edifici pubblici – sostiene il consigliere di minoranza Benito Gragnoli –. L’immobile era già stato oggetto di restauro alcuni anni fa con una spesa cospicua, mi chiedo a che pro visto il risultato. È un esempio di come il nostro comune è stato amministrato negli ultimi decenni, un’immagine molto negativa creata da incapacità e supponenza dal partitone che da 70 anni genera gli “illuminati” amministratori». Che aggiunge: «Tornando al punto, nel palazzo comunale vi lavorano 18 persone che dovranno essere dislocate in altre sedi che il comune non ha a disposizione, dovremo, con tutta probabilità prendere in affitto locali con costi alti per la comunità e ulteriori disagi per i dipendenti. Ad oggi non abbiamo visto uno straccio di progetto, i tempi di realizzazione del restauro si preannunciano lunghi e pesanti per le casse comunali che a detta degli amministratori sono vuote: il capoluogo perderebbe ulteriori servizi e autorevolezza chissà per quanto tempo. Le promesse fatte durante la campagna elettorale sono svanite nel nulla».
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