Il presidio
Medici allontanati, controlli anche sui turni
I carabinieri alla Pubblica assistenza per verificare l’effettiva presenza di uno dei tre professionisti sulle ambulanze
CECINA. Controlli dei carabinieri per verificare i turni di lavoro dei medici a bordo delle ambulanze.
Sembra destinata ad allargarsi la vicenda riguardante l’allontanamento da parte dell’azienda sanitaria dei tre professionisti che fino a poche settimane fa erano attivi tra 118 e pronto soccorso. Le verifiche dei militari si sono svolte lo scorso anno e hanno interessato la Pubblica assistenza di Rosignano, dove i carabinieri sono andati per chiedere di controllare quale professionista del 118 fosse effettivamente uscito a bordo dell’ambulanza in determinate date. I controlli nella sede rosignanese dell’Assistenza, almeno dalle voci che si rincorrono negli ambienti legati alla sanità locale, sarebbero stati fatti per verificare i turni di lavoro effettuati da uno dei tre medici attivi nell’ambito dell’emergenza-urgenza che sono stati sollevati dal loro incarico.
Una dottoressa, lo ricordiamo, è stata sospesa dall’incarico per tre mesi a partire dal settembre scorso, mentre l’Asl ha deciso di non utilizzare più gli altri due (un uomo e una donna con incarichi a tempo determinato) a bordo delle ambulanze: la dottoressa è stata inviata a seguire i codici bianchi in un altra struttura sanitaria dell’azienda, mentre il collega ha preferito interrompere il rapporto di lavoro con l’Asl.
Le motivazioni che hanno spinto l’azienda sanitaria ad allontanare i tre medici sono legate a svariate segnalazioni di comportamenti non propriamente adeguati nei confronti dei pazienti: assistenza sanitaria negata e presunta maltrattamenti. Una serie di episodi, a partire da quello della morte, nell’aprile 2013, di una donna investita dal treno mentre raccoglieva asparagi lungo la ferrovia da Cecina a Castagneto. Poi un caso nel maggio scorso, quando un uomo viene centrato al petto da una fucilata sparata dall'amico, durante una battuta al cinghiale nei boschi di Riparbella. Secondo quanto riferito allora dal figlio al nostro giornale la dottoressa rimarrebbe a bordo dell'ambulanza per compilare fogli e fare domande. Poi, per quanto riguarda l’area rosignanese, anche la Pubblica assistenza avrebbe segnalato come la dottoressa tenesse comportamenti non corretti nei confronti dei pazienti.
Nel giugno scorso la decisione dell’Asl di allontanare i tre professionisti e, contemporaneamente, l’intervento del sindaco Samuele Lippi, che dopo essere venuto a conoscenza delle segnalazioni fatte sia dalla Pubblica assistenza di Cecina che da quella di Rosignano e dopo aver ricevuto analoghe indicazioni anche da cittadini, decide di far presente l’accaduto alla Procura.
Le verifiche dei carabinieri nella sede dell’Assistenza rosignanese risalgono al 2015, quindi prima che scoppiasse il caso delle cure negate. Fatto sta che al centro dei controlli sulle turnazioni a bordo delle ambulanze sembra ci fosse proprio uno dei tre medici che nelle scorse settimane è stato allontanato dall’Asl.(a.c.)
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