Il presidio
Una notte alla porta del Comune per reclamare il diritto alla casa
La protesta di due persone costrette da anni ad adattarsi ad alloggiare in situazioni precarie L’uomo vive in una roulotte lungo il fiume, la donna messa alla porta nell’agriturismo che la ospitava
CECINA. Una storia di esasperazione e disperazione. Annarita Palazzolo, 48 anni cecinese, in emergenza abitativa da alcuni anni, ha passato la notte fuori la sede comunale di via Landi per denunciare una situazione difficile. Dopo diverse sistemazioni, tutte provvisorie, dalla scorsa settimana era ospite in un agriturismo. E da qui a suo dire sarebbe stata mandata via senza preavviso, dopo una discussione con il titolare della struttura.
«Siamo io e mio figlio, ha 31 anni e non sta tanto bene – racconta la signora Palazzolo – ma almeno ci era stata trovata questa sistemazione. Purtroppo, mi sono accorta che la donna delle pulizie entrava senza avvisarmi, al contrario di come facevano prima, nelle case comunali in cui sono stata. Nel dubbio, ho iniziato a lasciare le porte in un certo modo per vedere poi come le trovavo al mio rientro. E non erano mai come le avevo lasciate. Anche questa mattina, quando – continua – sono uscita per andare a fare un lavoro di pulizie che ogni tanto mi chiamano a fare e, al ritorno, ho trovato la porta bloccata. Per cui ho chiamato il proprietario dell’agriturismo, anche lui non riusciva ad entrare. È passato da una porta secondaria e lì mi sono accorta che la stanza era stata chiusa a chiave e con il paletto dietro la porta per cui ho detto che avrei potuto anche denunciare quella signora che era entrata senza avvisarmi. A quel punto, il titolare mi ha detto di fare i bagagli e mi ha cacciata fuori. Ho subito avvisato il Comune che però non ha fatto nulla, se non dirmi ci pensiamo domani. Sono andata anche al Comune amico e tutti mi hanno detto ci pensiamo domani. Ma il mio problema è questa notte».
Una notte al freddo, una protesta che aveva già messo in pratica lo scorso aprile, a seguito della quale il comune aveva provveduto a trovarle una sistemazione provvisoria, in attesa dei bandi in scadenza il prossimo 14 ottobre quando ci saranno le assegnazioni a seconda della graduatoria degli alloggi Erp. «Io sono iscritta e sono in graduatoria però ora non so quanti punti ho, considerato che il più piccolo dei miei tre figli, minorenne, ha preso la residenza dal padre – dice –. Quello che mi preoccupa è questa emergenza».
Emergenza che l’amministrazione è riuscita a tamponare «trovando una sistemazione all’interno di un residence – dice il sindaco Samuele Lippi – alla donna. Non ci piace e non siamo abituati a lasciare fuori nessuno, per cui abbiamo provveduto immediatamente a cercare una sistemazione alternativa». Come conferma la stessa signora Annarita, che la mattina successiva alla sua protesta ha incontrato il sindaco, che l’ha invitata nel suo ufficio per cercare una soluzione al problema. «Nel frattempo, come mi ha consigliato un amico, sono andata in questura, per raccontare quanto successo, e lì mi hanno suggerito di fare un esposto contro la titolare dell’agriturismo». Una notte al freddo che la donna non ha passato da sola. Con lei c’era Biagio Nardo, 58 anni, da 8 vive in una roulotte sotto il fiume Cecina. «Quando Annarita mi ha contattato ho pensato di unirmi alla sua protesta perché sono 8 anni che vivo sotto un ponte, abbandonato da tutti. Avevo fatto la richiesta per l’emergenza abitativa ma ho scoperto che era andata persa. Ora sono in graduatoria anch’io, in attesa di una sistemazione meno disagiata. Visto che la nostra residenza è in Comune, abbiamo deciso di dormirci».
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