Il presidio
Caos al pronto soccorso: pazienti maltrattati, allontanati tre medici
Cecina: problemi anche al servizio 118, l’Asl sospende tre mesi una dottoressa. Il sindaco Lippi ha raccolto materiali e segnalato la situazione in Procura
CECINA. «Come azienda abbiamo agito nell’interesse della popolazione». Il dottor Paolo Pennati, primario del pronto soccorso cittadino, non ha dubbi riguardo alla decisione dell’Asl nord-ovest di “allontanare” tre medici che fino a pochi mesi fa erano in attività sia al pronto soccorso cittadino che sulle ambulanze (come personale del 118). Il motivo? Comportamenti non propriamente adeguati nei confronti dei pazienti: assistenza sanitaria negata e maltrattamenti.
Una decisione che ha trovato concorde anche l’amministrazione comunale, dato che contemporaneamente alla rimozione dei tre professionisti anche il sindaco Samuele Lippi ha fatto presente alla Procura la necessità di fare chiarezza su alcuni episodi particolari che appunto coinvolgevano i medici in questione (ricordiamo alcuni casi nell’articolo a fondo pagina, ndr).
Come confermano il primo cittadino e il responsabile del pronto soccorso la vicenda risale all’inizio dell’estate appena trascorsa. «Ho appreso - spiega Lippi - di alcuni eventi preoccupanti avvenuti con determinati medici del 118 o in pronto soccorso. Così ho raccolto informazioni e ho avvertito l’Asl». L’azienda sanitaria, dal canto suo, aveva già avviato una serie di verifiche sul comportamento dei tre professionisti in questione. Si tratta di una donna dipendente dell’Asl, che da anni lavora per il 118 o al pronto soccorso, e di due medici convenzionati (una donna e un uomo) che nei mesi scorso erano attivi sulle ambulanze con contratti a tempo determinato.
«Abbiamo portato a conoscenza della situazione anche la direttrice generale Teresa De Lauretis - conferma Paolo Pennati - Sebbene i professionisti fossero in possesso dei titoli adeguati per lavorare nel settore dell’emergenza-urgenza, non eravamo convinti del loro operato. Ci siamo resi conto che potevano verificarsi situazioni non propriamente adeguate».
L’azienda sanitaria ha quindi stabilito di non proseguire il rapporto professionale con i due medici convenzionati (per quanto riguarda l’ambito dell’emergenza). «Abbiamo destinato i due medici a tempo determinato - spiega Pennati - ad attività diverse». La professionista ha accettato, e adesso segue i codici bianchi in un altro ospedale dell’ex Asl 6, mentre il collega ha preferito rinunciare all’incarico.
Caso diverso per la dottoressa dipendente dell’azienda sanitaria, che è stata sottoposta a un provvedimento disciplinare e che dal primo settembre non è più in servizio, né al pronto soccorso né sulle ambulanze. «È stata stabilita - spiega ancora Pennati - una sospensione di tre mesi».
Allo stesso tempo il sindaco Lippi si è mosso con la magistratura, facendo presente alla Procura le situazioni anomale che gli erano state segnalate da cittadini, ma anche da associazioni e ambienti ospedalieri. «Dopo una serie di segnalazioni - spiega il primo cittadino - ho raccolto altre testimonianze e mi è sembrato il caso di avvertire la Procura. Credo che ci siano casi su cui è necessario fare chiarezza».
Alla Procura, oltre alla segnalazione di Lippi, sembra sia arrivata anche una serie di documenti, come ad esempio la petizione della Pubblica assistenza di Rosignano. Tutto materiale relativo a casi di maltrattamenti, omissione di soccorso che avrebbero come protagonisti i tre medici “allontanati”. Una decisione che di fatto ha portato, in attesa di nuove nomine, a una riduzione di personale (un medico in meno) al pronto soccorso e sulle ambulanze. «Abbiamo agito - conclude Pennati - nell’interesse dei cittadini. Le persone devono stare tranquille perché la qualità del servizio non viene in alcun modo ridotta. Sia al pronto soccorso che sulle ambulanze di Cecina e Rosignano l’attività è garantita e di qualità».
Intanto il M5S di Cecina, come spiega la consigliera Rosanna Farinetti, presenterà «un’interrogazione urgente in consiglio perché il sindaco riferisca la segnalazione fatta in procura e chiarisca l’intera vicenda».
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