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lotta al degrado

Torna l’allarme ancora bivacchi in piazza Iori

Torna l’allarme ancora bivacchi in piazza Iori

CECINA. Vetri. Decine di schegge. Sotto il portico e nella piazza Iori. I resti di un bivacco improvvisato. Avanzi di cibo. C’è perfino del cioccolato lasciato a terra, squagliato dai raggi di un...

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CECINA. Vetri. Decine di schegge. Sotto il portico e nella piazza Iori. I resti di un bivacco improvvisato. Avanzi di cibo. C’è perfino del cioccolato lasciato a terra, squagliato dai raggi di un sole che ricorda l’estate. Resti di una notte brava che cozzano con quanto accade di giorno. Bambini che giocano nel parco, gruppi di ragazzi sulle panchine. La lotta al degrado nel quartiere Ladronaia qualche punto lo ha segnato, ma non è ancora una guerra vinta.

«Per non trovarmi in situazioni spiacevoli quando scende la sera evito di passare dall’ingresso principale di casa che dà sulla piazza. Entro dal retro, passando dal garage». Non ci gira intorno una residente nel dare la misura della paura con cui è costretta a convivere da anni. Per raggiungere il portone da cui si accede alla sua abitazione bisogna calpestare quel tappeto di vetri. È domenica 2 ottobre. Un vicino le fa eco: «C’è paura perché quando ti trovi di fronte a persone ubriache hai il timore che una tua parola o un gesto possano essere presi a pretesto o male interpretati». Per mettere un argine il vicinato due anni fa si è tassato e ha installato una ringhiera. Una barriera per evitare incursioni al di là del perimetro della piazza.

La notte i bivacchi in piazza sono una costante. E complice l’alcol spesso scoppiano liti. Rumori continui. Grida. Tutto contribuisce ad alimentare l’insicurezza di chi qui ha casa. «Sono arrivata al punto di valutare se vendere e trasferirmi in un’altra zona – si sfoga una donna –. Non mi sento padrona in casa mia. Libera di uscire o di invitare persone la sera».

C’è la telecamera della videosorveglianza in piazza Iori. Ma inquadra la piazza e non i porticati perimetrali. Ed è qui che spesso si ripara chi bivacca. Lo hanno fatto anche la notte dell’1 ottobre quando temperatura e pioggia rendevano impossibile sostare sulle panchine. «La situazione per un periodo è migliorata – raccontano alcuni residenti –. Ma l’impressione è che ci siano nuove persone rispetto a quelle che stavano qui nei mesi scorsi». Il culmine del disagio è stato raggiunto domenica 10 aprile con pugni e calci in pieno giorno, sotto l’occhio della telecamera. Un episodio che al di là della violenza consumata in una manciata di istanti ha dato più di mille appelli e proteste il senso del disagio lamentato da chi abita in quel quartiere.(m.m.)

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