Il Tirreno

Modugno e i Queen un inno alla vita per salutare Federica

Modugno e i Queen un inno alla vita per salutare Federica

Chiesa colma per il funerale della giornalista morta a 49 anni Una folla in lacrime, il parroco: «Ci chiede di non arrenderci»

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CASTIGLIONCELLO. Ha voluto salutare parenti, amici e colleghi con la forza del rock, quella forza che l’ha contraddistinta fino all’ultimo. E con cui si è aggrappata alla vita con potente ostinazione. Al termine del funerale di Federica Vivaldi, la giornalista moglie dell’ex sindaco di Cecina Stefano Benedetti morta nella serata di giovedì dopo aver combattuto contro una brutta malattia, dentro la chiesa di Portovecchio a Castiglioncello è risuonata Bohemian Rhapsody, uno dei capolavori dei Queen.

Così aveva scelto Federica, la guerriera dal grande sorriso che non si è mai arresa alla malattia, e che in qualche modo ha voluto lanciare un messaggio a chi ieri mattina si è riunito per darle l’ultimo saluto. Un messaggio di speranza, ma soprattutto di attaccamento alla vita. Le decine di persone assiepate nella chiesa di Castiglioncello lo hanno capito fin dall’inizio della funzione, quando tra le navate è risuonata “Meraviglioso” il capolavoro di Domenico Modugno, con cui anche il marito Stefano ha voluto salutare Federica poche ore dopo la sua scomparsa, con un post su Fb. Un inno alla vita, con cui la giornalista, che lo scorso giugno aveva compiuto 49 anni, ha detto addio a chi le voleva bene e allo stesso tempo ha invitato tutti ad apprezzare ogni istante dell’esistenza, anche quelli di dolore. Proprio come aveva fatto lei, che ormai da anni combatteva contro un brutto male ma che fino all’ultimo è rimasta attaccata alla bellezza dell’esistenza.

Prima delle 10.30, orario fissato per la cerimonia, davanti alla chiesa si sono radunate decine di persone. Tanti i colleghi di lavoro e gli amici che, in lacrime, si sono stretti attorno al marito e alla famiglia di Federica. Poi la cerimonia, commovente, officiata da don Francesco Fiordaliso. Una messa fatta di silenzio e singhiozzi davanti alle belle foto che Federica voleva fossero sistemate sulla sua bara: foto che la ritraevano, solare e allegra, davanti a quel mare che era una delle sue grandi passioni.

«Federica ha creduto nella vita - ha ricordato il parroco - sempre e comunque, con determinazione. Oggi Federica è qui, e ci chiama a scegliere. Non è qui in un corpo senza vita, è qui nel nostro cuore, nelle nostre lacrime. Ci chiama a scegliere se stare da una parte o dall’altra: se arrendersi o continuare a credere nella vita come ha fatto lei».

Originaria di Castiglioncello, Federica Vivaldi aveva mosso i primi passi nel giornalismo dopo la laurea in lingue. Prima era stata nella redazione locale dell’Unità-Mattina. Poi era passata al Tirreno, collaborando come giornalista pubblicista con la redazione Cecina-Rosignano. Nel 1999 ha cominciato a lavorare per il comune di Rosignano, come addetta stampa. Un'attività che ha portato avanti con passione e professionalità fino a quando le forze glielo hanno permesso.

Anna Cecchini

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