Il presidio
Mensa scolastica, servono più controlli
San Vincenzo, i risultati dell’incontro per chiarire le irregolarità contestate dalla Procura a Vivenda
SAN VINCENZO. Nessun pericolo per la salute dei bambini. Su questo hanno convenuto tutti i partecipanti, tranne uno, all’incontro sul caso del rinvio a giudizio della Vivenda, l’impresa gestrice del servizio di refezione scolastica del Comune di San Vincenzo. Nel pomeriggio del 30 settembre, nell’ufficio del sindaco Alessandro Bandini, erano presenti lo stesso primo cittadino e altri rappresentanti dell’amministrazione comunale, la preside Claudia Giannetti, i rappresentanti del Consiglio d’istituto, della Commissione mensa e dei genitori del Nido, e la società Vivenda.
«Nel dicembre 2014 – si legge nella nota congiunta di tutti gli attori dell’incontro – il dipartimento Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) del Ministero delle Politiche agricole e forestali, ha richiesto al Comune di San Vincenzo alcune informazioni e la documentazione inerente il servizio di ristorazione scolastica erogato da Vivenda. Il Comune ha inviato in maniera immediata quanto richiesto e, nel gennaio 2015, a seguito di un sopralluogo effettuato dallo stesso Icqrf nella mensa, ha chiesto all’Ispettorato di riceverne copia del verbale. A quest’ultima richiesta, però, non è mai stata data risposta».
E ancora: «Nel giugno 2016 l’amministrazione è stata informata del procedimento in corso a carico di Vivenda per eventuale costituzione in giudizio. Viene contestato l’aver utilizzato un prodotto diverso da quello previsto nel capitolato di gara; nello specifico si è trattato presuntivamente della sostituzione di carne biologica con carne convenzionale proveniente da un’azienda certificata di San Vincenzo».
L'amministrazione comunale ha precisato poi che in nessun modo è stata messa in pericolo la salute dei bambini e che «Vivenda, tramite il funzionario responsabile dell’approvvigionamento delle mense, ha inviato e sta continuando a inviare al Comune le comunicazioni di eventuali sostituzioni temporanee dei prodotti indicati nel capitolato se questi ultimi risultano non disponibili al momento».
Per l’amministrazione non si poteva escludere Vivenda dalla gara per la refezione scolastica per gli anni 2016-2020 «poiché – si legge nella nota – il rinvio a giudizio per la contestazione suddetta in un procedimento non comporta l’esclusione di un soggetto dalla partecipazione a procedure di gara».
È emerso dall’incontro che i controlli fatti dall’autorità sanitaria in questi anni non hanno riscontrato irregolarità, ma che gli uffici comunali preposti e la Commissione mensa si sono impegnati ad un maggior controllo del capitolato di gara riguardante la fornitura dei prodotti. L’unico a non sottoscrivere il documento è stato Alessio Landi della Commissione mensa.
Paolo Federighi
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